Il resistibile fascino delle operazioni militari
Contemporaneamente alle guerre crescono un’informazione e una cultura che esaltano la potenza militare, le tecnologie più avanzate, i combattimenti aerei presentati come interventi e tecniche di precisione chirurgica. In realtà si tratta solo di operazioni che seminano morte in modo indifferenziato. Bisogna respingere le menzogne e tornare a criticare, non dimenticando che gli eserciti sono un pericolo terribile per l’umanità.
Le città non possono morire
Le città, e il loro patrimonio di civiltà, sono a rischio. In Medio Oriente, sotto bombardamenti sistematici e terribili; ma anche in Occidente, a causa della devastazione neoliberista fatta di privatizzazione degli spazi pubblici, cacciata dei vecchi abitanti, speculazioni e via dicendo. Eppure le città non possono morire, per usare le intense parole di Giorgio La Pira al Convegno mondiale di Sindaci di Firenze del 2 ottobre 1955.
Israele e il trionfo della morte
“Il Trionfo della Morte” è uno dei dipinti più potenti di Pieter Bruegel il Vecchio. In una visione apocalittica il quadro mostra un mondo invaso da scheletri, che diffonde in modo universale la morte. È l’immagine delle politiche attuali dello Stato di Israele, trasformatosi in una fabbrica di morte diffusa finanche di insulsa gioia. Creando così un vero e proprio esercito di morti, che presto si metterà in marcia contro i suoi carnefici.
L’infausta profezia di Creso e la fine dell’Impero d’Occidente
Come Creso, ricchissimo ma ottuso re della Licia fraintese la profezia di Delfi e credendo di distruggere l’impero persiano ne fu invece distrutto, allo stesso modo il vertice dell’Impero d’Occidente, decidendo la guerra all’Iran, accelera la crisi che da tempo ne mina le basi. Crisi di costume, di leadership, di cultura, ma soprattutto crisi strutturale che segna un passaggio di egemonia mondiale.
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Fuorusciti da Gaza: sopravvivenza senza insediamento
In Egitto, Giordania, nel Golfo e oltre migliaia di gazawi vivono in una condizione che non è quella del rifugiato. Non sono annoverati tra i morti, né riconosciuti tra i vivi. La loro presenza è temporanea, il loro futuro sospeso. Vivono in uno spazio che le politiche umanitarie raramente riconoscono: la sopravvivenza senza insediamento.
Iran: una guerra che avvantaggia solo la Cina
La Cina, al contrario di molti altri paesi, sembra riuscire a parare i colpi prodotti dalla guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran. Anzi le conseguenze della guerra potrebbero addirittura essere vantaggiose per il paese asiatico: dal prestigio politico rafforzato rispetto agli Stati Uniti, alla potenziale maggiore richiesta esterna di prodotti legati alle energie rinnovabili e alle auto elettriche, ad alcune ricadute finanziarie.
La scuola non si salva da sola
La scuola italiana attraversa una stagione, ormai lunga, di crisi. Ciò che sfugge ai più, peraltro, è che la crisi non è “tecnica”, ma politica. Si sono progressivamente – e in modo bipartisan – coltivati la “modernità”, la meritocrazia, il concorso del privato, il rapporto con il mondo del lavoro ma si è dimenticato che la scuola è il luogo in cui i giovani vanno indirizzati alla cultura, alla percezione di sé e al pensiero critico.
La destra italiana è fascista
La destra italiana – Fratelli d’Italia, in primis: ma anche la Lega e, per certi profili, Forza Italia – è una destra di stampo fascista? Alla domanda risponde, affermativamente, l’ultimo libro di Tomaso Montanari che si addentra, testi alla mano, nell’abisso di quel che, con la Costituzione antifascista, si voleva cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, l’antisemitismo, il patriarcato, l’autoritarismo, le diseguaglianze, l’indottrinamento.
“Orlando”, il capriccio di Virginia Woolf
“Orlando”, il meno moderno tra i romanzi di Virginia Woolf, è, secondo le parole dell’autrice, “un capriccio” iniziato come uno scherzo, una sorta di brillante tour de force dell’intelligenza. Oggi questa natura del romanzo trova uno strano, vitalizzante parallelo nella vertigine interpretativa in cui il pubblico è trascinato da Anna Della Rosa, mattatrice della sua riduzione teatrale di Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi.
John Niven, Padri nostri (Einaudi, 2026)
Due papà si conoscono fuori da una sala parto di Glasgow. Uno è un ricco sceneggiatore padre per la prima volta, l’altro un piccolo criminale al sesto figlio. L’amicizia maschile, la solidarietà, lo scontro tra classi sociali così distanti sono il fulcro di questa storia e la metafora limpida dell’attualità, di mondi differenti sempre più agli antipodi, dove l’abisso comincia dall’educazione delle nuove generazioni.
Utenti di tutto il mondo: unitevi!
Con l’avvento della digitalizzazione è sorta una nuova massa: gli utenti. Non lavorano, ma sono indispensabili per l’economia digitale. Se si organizzassero, sfruttando la massa critica e l’indispensabilità della loro partecipazione per il funzionamento delle piattaforme, potrebbero appropriarsi della ricchezza delle piattaforme a beneficio di tutti.
Il sindacalismo USA tra resa e tentativi di riscossa
I grandi sindacati degli Stati Uniti attraversano una situazione difficile tra difficoltà di sindacalizzazione, tensioni interne, arretramenti occupazionali e ambiguità politiche. Non manca, peraltro, qualche segnale nel senso della possibilità di tornare a essere un tassello fondamentale della mobilitazione per la democrazia e la solidarietà, per lo Stato sociale e la difesa dell’ambiente e contro il razzismo. E contro la guerra.
Area 5 – Rimbalzi, Materiali etc…
Solo a titolo di esempio
Il rifugio dei fantasmi – il podcast di questa settimana

Chi fa sosta al rifugio Massi di Oulx è quasi alla fine di un lungo viaggio ma nella prossima tappa dovrà ancora una volta rendersi invisibile come un fantasma prima di sentirsi al sicuro.
Abbiamo raccolto in un piccolo reportage le voci di operatori, volontari e migranti per accendere i riflettori sul rifugio e riflettere sul suo futuro
