“Orlando”, il capriccio di Virginia Woolf

“Orlando”, il meno moderno tra i romanzi di Virginia Woolf, è, secondo le parole dell’autrice, “un capriccio” iniziato come uno scherzo, una sorta di brillante tour de force dell’intelligenza. Oggi questa natura del romanzo trova uno strano, vitalizzante parallelo nella vertigine interpretativa in cui il pubblico è trascinato da Anna Della Rosa, mattatrice della sua riduzione teatrale di Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi.

Socialism for future

È uscito a marzo il numero 30 della rivista trimestrale “Jacobin Italia”: con una bellissima copertina colorata e il titolo “Socialism for future”. L’uso dell’inglese nel titolo va riccollegato al fatto che il termine “socialismo” è negli Stati Uniti più popolare che in Europa. In ogni caso il fascicolo ne tocca molteplici aspetti, con l’auspicio che il dibattito si estenda agli errori del passato e alle prospettive del futuro.

In ricordo di Dario Fo e Franca Rame

Il 24 marzo è il centenario della nascita di Dario Fo. Difficile che questo Governo a trazione neofascista lo ricordi e in ogni caso Fo non gradirebbe una commemorazione ipocrita. Spetta a chi ha amato e apprezzato lui e Franca Rame ricordare e rivivere il contributo culturale e politico di due grandi e impareggiabili interpreti dell’arte italiana che seppero unire cultura e impegno sociale.

Italia? Le dieci mappe di un Paese alla deriva

Noto e scontato che l’Italia fosse in decadenza, ma le mappe di un recente libro di Alessandro Rosina evidenziano una crisi insostenibile, mostrando un Paese che vede sparire il capitale umano dei propri giovani ma che non è neanche ospitale per gli anziani e gli stranieri, comunitari o extracomunitari che siano. L’esito è un Paese che si fa deserto: scettico, cinico, quasi senza speranze.

Piangere Habermas

La morte di Habermas è l’ultimo definitivo congedo da un secolo costellato di grandi speranze emancipative. Quel che resta della sinistra – marginale nella società ma virale sulle nostre bolle social –, invece di non concedere ad Habermas nemmeno il rispetto in morte, dovrebbe interrogarsi precisamente sul suo rapporto con quel secolo di cui la morte di Habermas rappresenta la pietra tombale.

L’Italia che c’è ma che non ci si sforza di capire

“Canone effimero”, documentario dei fratelli De Serio, racconta di un’Italia considerata marginale, al punto da essere esclusa dal futuro, ma che, in realtà, è viva e vitale e progetta il suo futuro forte delle sue radici. Il filo conduttore si appoggia a musiche, canzoni, strumenti pazientemente lavorati per dare voce alla necessità di esprimere sentimenti, passioni, ribellioni.

Rimettere a fuoco la Cina, oltre gli stereotipi

Un recente libro di Pino Arlacchi (“La Cina spiegata all’Occidente”) rimette in fila dati e prospettive, sottraendo la Cina agli stereotipi del dibattito occidentale. Si intrecciano, così, visioni del mondo e questioni come il funzionamento del potere politico e del sistema economico, la lotta alla povertà, la selezione della classe dirigente e via elencando. L’immagine che ne risulta è assai diversa da quella che ci viene raccontata.

Sarah Kane e il presagio di quel che siamo diventati

La rappresentazione, al Teatro delle Passioni di Modena, di una nuova versione di “Crave”, a quasi trent’anni dal suicidio di Sarah Kane, precipitano lo spettatore in un conflitto che non consente negoziazioni: il conflitto che ha travolto l’autrice, incapace di superare un doppio trauma: il fardello di una atroce nevrosi e il raccapriccio per il presagio di quel che saremmo diventati nel successivo venticinquennio.