Antisemitismo, Israele e inquisizione

Il disegno di legge sull’antisemitismo in discussione alla Camera non tutela gli ebrei ma lo Stato di Israele, la cui deriva etnico-nazionalista è il pericolo più grave per gli stessi ebrei. L’approvazione avrebbe il doppio effetto di rafforzare Netanyahu e la sua politica genocida e di introdurre nel nostro Paese una nuova inquisizione, la trasformazione della cultura e della ricerca in ignoranza e in propaganda, e un ulteriore attacco alla libertà di manifestare.

La vicenda di Autistici/Inventati e il funerale della finanza etica

Basta l’inserimento in una lista di proscrizione del Dipartimento di Stato USA a determinare la chiusura dei conti correnti di un soggetto europeo? No, secondo la Corte di Giustizia dell’UE e i regolamenti comunitari. Sì, per evitare rischi di misure “ritorsive”, secondo Banca Etica (da ultimo nella vicenda Autistici/Inventati). È il funerale della sovranità bancaria italiana e della stessa idea di finanza etica.

E se il surreale dibattito sul “woke” servisse a svegliare la sinistra?

Il dibattito sui guasti del “woke” riguarda, nel nostro Paese, un fenomeno che non c’è e ha, dunque, un che di surreale. Ma può, forse, rilanciare l’indivisibilità dei diritti, richiamando la sinistra alle sue responsabilità nello smantellamento di quelli sociali. La speranza è un programma del centrosinistra che rilanci i diritti costituzionali nel loro complesso, senza discriminazioni e finanziandoli con un fisco realmente progressivo.

Stati Uniti: la necessaria svolta progressista

I candidati progressisti stanno vincendo gran parte delle primarie democratiche per le elezioni midterm. È uno scossone prodotto dalla mobilitazione di decine di migliaia di giovani e volontari, che può avviare la trasformazione del partito, spesso adagiato in difesa dello status quo. Ma già sono partite le grandi manovre per screditarli, siccome “comunisti” o “terroristi”, e per condizionare o sovvertire l’esito delle elezioni.

Spin Time e la Costituzione

L’occupazione di Spin Time a Roma è in corso da 13 anni e coinvolge 400 persone. Un principio di incendio, il 30 luglio, ne ha determinato l’evacuazione ed è forte il timore che ciò ne anticipi la chiusura. La proprietà ha rifiutato la proposta di acquisto del Comune ma va ricordato che, secondo l’art. 42 Costituzione “la proprietà privata può essere (nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo) espropriata per motivi d’interesse generale“.

Punire gli adolescenti?

Tra i 14 e i 18 anni lo sviluppo neurobiologico e psicologico delle persone non si è ancora completato. Per questo tutti gli Stati stabiliscono regole per accertare in concreto la capacità e l’imputabilità degli adolescenti autori di reati. Ma il Governo ha deciso che non è necessario. Anche i quattordicenni devono essere puniti. Sempre. Scelta inutile e controproducente, ma non importa. Ciò che conta è dare apparenti rassicurazioni.

Silenzio

Sola vergogna è il silenzio

Il coro degli opinionisti “di sistema” in sostegno all’appello al disimpegno lanciato da Francesco De Gregori rovescia l’intera tradizione novecentesca sull’engagement dell’intellettuale e sulla colpa del silenzio di fronte agli orrori di cui si è testimoni. È la perfetta applicazione del credo neoliberista che considera il principio di responsabilità come un intollerabile ostacolo alla libertà individuale. L’ignavia diventa una virtù.

Meloni al Quirinale, dove sta il tabù

Fra un anno (o forse meno) si vota e Giorgia Meloni gioca tutte le carte utili a motivare il suo elettorato. L’ultima è la rivendicazione del Quirinale per un esponente della destra neofascista (lei stessa o, magari, Ignazio Benito La Russa, il presidente del Senato collezionista di busti di Mussolini). Quel che persegue Meloni, peraltro, non è una semplice alternanza ma la riabilitazione del neo-fascismo in una democrazia de-costituzionalizzata.

L’inganno del maggioritario, la forza del proporzionale

La “governabilità” assicurata da leggi maggioritarie è un inganno: non si governa una società plurale falsando la rappresentanza e ricorrendo, poi, a continui colpi di mano. È la rappresentanza proporzionale, a differenza di quanto si dice, che garantisce una governabilità “sana”: quella che ha realizzato, negli anni ‘70 del secolo scorso, la più grande trasformazione del nostro Paese.

La donna che non doveva chiedere mai

La plateale umiliazione ricevuta da Donald Trump è il segnale dell’irrilevanza e del ridicolo in cui Giorgia Meloni ha precipitato il nostro Paese, che ora cerca di trascinare nella propria débâcle. Eppure è stata lei, non l’Italia, a praticare il più smaccato servilismo nei confronti di Trump e a sposarne il razzismo e il bellicismo. Ora, se avesse un po’ di decenza, dovrebbe solo chiedere scusa.