“Portobello” di Marco Bellocchio

Nella sua serie in sei puntate sul caso Tortora, Marco Bellocchio ci racconta che la verità è un castello di carte e che la finzione, la maschera, il racconto ormai si sono mangiati la realtà. Il bersaglio del regista, dunque, non è tanto quello più ovvio della malagiustizia, quanto quello più ampio e profondo dell’inautenticità del mondo in cui siamo immersi.

“La gioia”: indagine prima di un delitto

“La gioia” è ispirato all’assassinio di Gloria Rosboch, mite professoressa di mezza età, raggirata e uccisa da un suo ex studente nel 2016, in un piccolo comune del torinese. Nicolangelo Gelormini sceglie di raccontare tutto ciò che viene prima del delitto e la vera indagine è sui costumi di provincia e sui rapporti familiari, dove disperazione e voglia di evasione sono le due facce di una stessa medaglia.

“I colori del tempo”

Un film che si muove tra passato e presente, sulle tracce di una donna e di un quadro misterioso. Una riflessione sul nostro rapporto con l’arte che sembra nascere da una domanda semplice semplice: quando vi fate una foto in un museo, per voi è più importante l’opera, per quanto sullo sfondo, o il vostro primo piano?

“Cinque secondi”: una fiaba con tutte le stagioni

L’ultimo film di Paolo Virzì, presentato alla Festa del Cinema di Roma, è un racconto idillico en plein air la cui trama ricalca quella della fiaba di Oscar Wilde “Il gigante egoista” (1888). Ma c’è anche il rovescio della storia, ambientato nell’aria grigia di un tribunale. Il film non ignora il buio della vita, ma riesce a venirci a patti con la superiore saggezza della fiaba.

“After the hunt” di Luca Guadagnino

All’università di Yale una dottoranda in filosofia confida alla sua docente di aver subito una molestia da parte di un professore. Sarà vero? E Luca Guadagnino ha davvero qualcosa da dire sul #metoo o vuole solo girare un discreto thriller psicologico, in attesa del prossimo film che più gli sta a cuore? Entrambi gli interrogativi restano (forse) senza risposta.