Dossier Viminale

Il dossier di Ferragosto del Ministero dell’interno, anziché fornire un’analisi dell’andamento di sicurezza, ordine pubblico, criminalità e immigrazione, è un goffo spot pubblicitario dell’azione di Governo che ha reso l’Italia «uno dei luoghi più sicuri al mondo». Ci vorrebbe ben altra analisi ma anche una spiegazione del perché, se questa è la situazione, il Governo continua a battere senza sosta il tasto della “sicurezza”.

L’estate nelle carceri italiane. Rapporto di metà 2026

Nelle carceri italiane è in atto una gravissima emergenza. I numeri del sovraffollamento rappresentano un triste record: il 28 luglio 2026 le persone detenute erano 64.741 a fronte di 46.343 posti effettivamente disponibili. Nei mesi estivi, poi, la vita in carcere è al limite della sopravvivenza: il 60% dei detenuti trascorre gran parte della giornata in celle sovraffollate con temperature che superano i 40 gradi.

La scuola di Leonardo: spazi educativi e industria militare

Negli ultimi anni la scuola ha subìto un processo di ristrutturazione, riconducibile al paradigma neoliberale, con l’introduzione di logiche manageriali e una crescente subordinazione alle esigenze del mercato. A ciò si affianca la compenetrazione tra il sistema dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il comparto industriale-militare. Lo evidenzia una ricerca del Bds sugli istituti scolastici romani.

Petrolio italiano per le forze armate israeliane

Il genocidio di Gaza da parte dell’esercito israeliano non sarebbe possibile senza rifornimenti di carburante o petrolio greggio da parte di Paesi esteri. I fornitori sono, dunque, complici del genocidio. Tra loro, l’Italia che ha inviato centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio e altri combustibili ad aziende israeliane collegate alla filiera di approvvigionamento energetico delle Forze armate di Tel Aviv.

“E non sono pazzi”. 17° libro bianco sulle droghe

17° libro bianco sulle droghe è una risposta razionale alle politiche del Governo sul tema, improntate da anni a un proibizionismo sterile e ottuso e all’idea di una guerra alla droga che non distingue tra canapa e droghe “pesanti”. L’analisi del libro bianco muove dal carcere, dal sistema penale, dai servizi, dalla salute delle persone che usano sostanze ma non mancano proposte innovative anche su aspetti finora trascurati.

Invece di armarci potremmo…

Invece di armarci potremmo fare moltissime cose: soccorrere la sanità pubblica, mettere le scuole in sicurezza, offrire servizi gratuiti all’infanzia, organizzare una buona scuola per tutti, migliorare lo stato sociale, risanare la giustizia, mettere in sicurezza il territorio e molto altro ancora. Un dossier per dirlo, con il supporto di schede e disegni e con un invito a mettere in mora, con iniziative specifiche, la classe politica.

Guida di autodifesa contro la repressione

“Guidelines for Defenders – Guida essenziale di autodifesa contro la repressione” è un vademecum rivolto ad attiviste e attivisti con indicazioni per affrontare manifestazioni, controlli di polizia, perquisizioni, accompagnamenti in questura, misure preventive e procedimenti amministrativi e per documentare eventuali abusi nonché informazioni utili sui principali dispositivi repressivi oggi utilizzati contro i movimenti sociali.

Tutto chiuso. Rapporto sulle condizioni di detenzione

Il XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia offre il consueto dettagliato panorama sugli istituti penitenziari del paese e sulla popolazione carceraria. Particolarmente interessante il capitolo relativo al regime del 41 bis e a quello dell’Alta Sicurezza a cui è attualmente sottoposto, con una privazione pressoché totale dei diritti, quasi un quinto della popolazione detenuta.

L’Italia e le vittime di tortura

L’Italia, al di là di annunci e raccomandazioni non vincolanti, è ancora largamente inadempiente rispetto agli obblighi internazionali che impongono di rendere accessibili ai sopravvissuti a tortura i servizi specialistici necessari per una piena riabilitazione. È quanto risulta in modo univoco dal rapporto della Rete di supporto per le persone sopravvissute a tortura pubblicato nei giorni scorsi.

L’auto in transizione

La progressiva affermazione del veicolo elettrico implica una mutazione strutturale dell’intero comparto. Nel relativo dibattito manca peraltro, ad oggi, la voce dei lavoratori coinvolti. La lacuna è parzialmente colmata da un’indagine dell’Alleanza Clima Lavoro che mostra come due lavoratori su tre non sono contrari alla transizione, ma chiedono solo più investimenti, formazione, tutele e politiche di accompagnamento.