Olindo Rampin è nato a Venezia e vive a Parma. Insegna Discipline Letterarie nelle scuole superiori. Scrive, tra racconto e critica, di teatro e di danza.

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“Orlando”, il capriccio di Virginia Woolf

“Orlando”, il meno moderno tra i romanzi di Virginia Woolf, è, secondo le parole dell’autrice, “un capriccio” iniziato come uno scherzo, una sorta di brillante tour de force dell’intelligenza. Oggi questa natura del romanzo trova uno strano, vitalizzante parallelo nella vertigine interpretativa in cui il pubblico è trascinato da Anna Della Rosa, mattatrice della sua riduzione teatrale di Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi.

Sarah Kane e il presagio di quel che siamo diventati

La rappresentazione, al Teatro delle Passioni di Modena, di una nuova versione di “Crave”, a quasi trent’anni dal suicidio di Sarah Kane, precipitano lo spettatore in un conflitto che non consente negoziazioni: il conflitto che ha travolto l’autrice, incapace di superare un doppio trauma: il fardello di una atroce nevrosi e il raccapriccio per il presagio di quel che saremmo diventati nel successivo venticinquennio.

Dickens, Engels e il Natale del nostro scontento

Lo scorbutico e gelido uomo d’affari Ebenezer Scrooge, protagonista del proverbiale “Canto di Natale” dickensiano, ci appare oggi come un burbero sprovveduto a confronto con i tecno-tiranni del nostro tempo e con le schiere dei loro servili ammiratori. Ma l’eccellente interpretazione teatrale dell’attrice Orietta Notari esalta le pagine ancora oggi memorabili del “canto” di Dickens.

La rinascita greca di Genji lo Splendente

Mettendo in scena, a Parma, “L’ultimo amore del principe Genji” di Marguerite Yourcenar, la regista greca Marilena Katranidou completa il tentativo incompiuto della scrittrice belga di operare una sorta di fusione dell’Estremo Oriente con il mondo greco e balcanico. Funzionale a tale operazione è la geniale trasformazione dell’edificio stesso del teatro nella combinazione di una casa giapponese e di un teatro greco.