Matteo Poletti, libraio, gestisce la libreria "La Città del Sole" di Bussoleno in Val di Susa.

Contenuti:

John Niven, Padri nostri (Einaudi, 2026)

Due papà si conoscono fuori da una sala parto di Glasgow. Uno è un ricco sceneggiatore padre per la prima volta, l’altro un piccolo criminale al sesto figlio. L’amicizia maschile, la solidarietà, lo scontro tra classi sociali così distanti sono il fulcro di questa storia e la metafora limpida dell’attualità, di mondi differenti sempre più agli antipodi, dove l’abisso comincia dall’educazione delle nuove generazioni.

Jane Tara, Che bello vederti, Tilda (Feltrinelli, 2025)

Tilda si sveglia una mattina e non si vede più un dito e un orecchio. Poi scompare anche il braccio. La diagnosi è chiara, è affetta da invisibilità e pare non ci sia cura. Metafora brillante del mancato riconoscimento, della violenza di genere in tutte le sue forme, del femminismo che ancora spaventa. Con una piccola iniezione di speranza: alla fine si può ricomparire, a patto di affermare senza paura il proprio valore.

Muriel Spark, Biglietto di sola andata (Adelphi, 2025)

Apparso nel 1970 e ora ripubblicato da Adelphi, “Biglietto di sola andata” ribalta schemi e stereotipi di genere. La protagonista è Lise. Fin da subito sappiamo che sarà uccisa, ma la vicenda è l’occasione per esplorare il lato oscuro della mente di una donna che cerca il suo scopo e la sua verità. Una vera chicca di grande attualità, scritta in uno stile sincopato ed energico.

Colin Walsh, Kala (Fazi, 2025)

All’inizio sembra un thriller legato alla scomparsa di una ragazza (Kala, appunto). Ma poi, il quadro si apre sui pensieri e sulle emozioni di un gruppo adolescenti nell’Irlanda dei primi anni duemila che diventano adulti, costretti a lottare con fantasmi nerissimi di una comunità che ha fatto fortuna sfruttando segreti e ricatti. Bellissimo, moderno, dalla scrittura tagliente, un affresco potente di traumi taciuti e sogni infranti.

Camilla Sten, L’erede (Fazi, 2025)

Un’anziana signora uccisa. L’assassino che fugge sotto gli occhi dalla nipote della vittima che, però, non può riconoscerlo a causa di una malattia che le impedisce di memorizzare i volti delle persone. I familiari che si ritrovano nella casa di campagna per vendere le proprietà della nonna. A partire da questi ingredienti si snoda un giallo innovativo e classico allo stesso tempo, un vero piacere per gli amanti del genere.

Liz Moore, Il dio dei boschi (NN editore, 2024)

Una quindicenne scomparsa durante un campo estivo dopo che il fratellino aveva avuto la stessa sorte dieci anni prima. Una famiglia ricchissima con il suo fardello di dolori e segreti. Una investigatrice capace di scandagliare anche i sentimenti. Sono gli ingredienti di questa saga familiare dai contorni polizieschi nella quale Liz Moore mette a nudo lo scontro tra l’alta borghesia e l’America della provincia profonda.

Ade Zeno, I Santi mostri (Bollati Boringhieri, 2024)

In un mix di romanzo gotico, storico e picaresco, la storia di un gruppo di freaks, i classici “fenomeni da baraccone”, nella Germania del 1924, all’alba dell’ascesa nazista. Inutile dire che i veri mostri non sono i diversi, quelli che la società scarta o deride, ma quelli che smaniano per arrivare al potere, quelli a cui noi diamo il voto e la fiducia e che poi distruggono nazioni e popoli a colpi di ideologie malate e deformi.

Nathan Hill, Wellness (Rizzoli, 2024)

Chi ama il grande romanzo americano sulla famiglia e il matrimonio non può perdersi “Wellness”. Nathan Hill scandaglia (con il giusto sarcasmo e una narrazione profonda e serrata) la psicologia della vita di coppia ma soprattutto mette in luce la capacità squisitamente umana di ingannare e ingannarsi per sopravvivere, per convincersi di aver compiuto le scelte giuste.