La corsa al riarmo, un po’ di storia per capire dove si va

Fino ai primi anni ’90, le forze armate italiane hanno mantenuto un’impostazione sostanzialmente difensiva, pur all’interno della Nato, con leva obbligatoria e un livello di spesa relativamente basso. Ma già nel 1993 l’obiettivo è cambiato: dalla difesa da eventuali aggressioni alla “difesa degli interessi italiani, ovunque nel mondo siano minacciati”, così preparando la svolta attuale in cui la guerra è all’ordine del giorno.

L’autonomia differenziata e la metafora dell’ascensore

La marcia verso l’autonomia differenziata prosegue. Eppure la Corte costituzionale lo ha spiegato molto bene ricorrendo alla metafora dell’ascensore che deve fermarsi al piano giusto (in questo caso Comuni, Province, Città Metropolitane, Regione, Stato). E il piano dell’eguaglianza dei cittadini è riservato allo Stato che non può rinunciarvi né per un sistema regionale differenziato né per un sistema regionale paritario.

Antisemitismo: un disegno di legge contro la democrazia

Il 9 settembre riprende, alla Camera, l’iter del “disegno di legge antisemitismo”. Nel dibattito al Senato sono state eliminate alcune storture ma resta l’improprio recepimento della definizione di antisemitismo dell’IHRA e, con essa, la ghettizzazione (e, potenzialmente, la criminalizzazione) del dissenso rispetto ai crimini del Governo israeliano con ulteriore deterioramento della nostra già fragile democrazia.

La falsa rivolta della destra sociale

C’è una destra che non ama Wall Street, non sogna Silicon Valley e non considera il mercato l’ultimo giudice della storia. È la cosiddetta “destra sociale”, di cui è espressione Giorgia Meloni, simbolo del populismo contemporaneo che critica il capitalismo ma si allea, con la destra economica. La sua genialità politica consiste nel dare agli elettori popolari il nemico simbolico e ai ceti dominanti il beneficio materiale:

Woke all’italiana. A proposito di un “allarme” di Giuseppe Conte

Giuseppe Conte lancia un allarme contro “gli eccessi” della cultura woke che impedirebbero alla sinistra di prestare la dovuta attenzione alle urgenze delle fasce più deboli. Difficile non condividere la denuncia delle omissioni e dei ritardi della sinistra, ma ancor più difficile è collegarli a un eccesso di attenzione ai diritti civili anziché all’adesione ai paradigmi neoliberisti. Meglio sarebbe tornare alla Costituzione.

Non Dio, Patria e Famiglia, le loro ombre

“Dio, Patria, Famiglia” è uno slogan che attraversa la storia. A tenerne assieme gli elementi è la paura amministrata come risorsa politica. Si sceglie un nemico (lo straniero, il diverso, il nucleo familiare non conforme) e lo si presenta come minaccia all’ordine religioso, nazionale, familiare. Criticare l’impostazione non significa attaccare la fede, la patria o la famiglia, ma escluderne un uso come strumenti di potere.

Il nazionalismo non abita a sinistra

L’inadeguatezza dell’Europa, governata dai potentati economici e dal peggior liberismo, sta facendo nascere un nuovo “nazionalismo di sinistra”. È, peraltro, una prospettiva sbagliata. Le disparità da abbattere sono all’interno delle nazioni e solo il progressivo abbattimento delle frontiere può portare a un futuro di pace e di benessere. La sinistra sovranista e nazionalista è un ossimoro. La sinistra è internazionalista o non è.

Controllare e schedare: un’ulteriore tappa verso lo Stato di polizia

Il decreto legislativo per il recepimento dell’AI Act, su cui il 29 luglio il Senato ha espresso parere favorevole, introduce norme che facilitano la raccolta di dati biometrici in occasione di manifestazioni e azioni di sorveglianza di massa. Si tratta di un impianto legale che legittima e potenzia la deriva autoritaria e repressiva della maggioranza. C’è un elefante nella stanza e si chiama polizia predittiva.

Il realismo della pace

Il dibattito innescato da Vito Mancuso contro il pacifismo “disarmato” offre lo spunto per un ragionamento sulle ragioni “realistiche” a favore di una pace senza aggettivi. A partire dalla presa d’atto della possibilità che una guerra tra potenze nucleari, seppur iniziata con armi convenzionali, degeneri nell’apocalisse atomica e dalla considerazione che solo accettando di disarmarci possiamo indurre l’altro a fare altrettanto.

Nulla accade in polizia che il ministro non sappia e non voglia

Di fronte a gravi fatti di cronaca che coinvolgono operatori di polizia l’attenzione si concentra sul singolo intervento, sulla decisione presa per strada in pochi secondi. È giusto che sia così ma non basta. La responsabilità maggiore sta in alto ed è fatta di strategie politiche sicuritarie, di condizionamenti realizzati con piccoli o grandi privilegi, di mancate risposte a sollecitazioni che vengono anche dall’interno del corpo.