Unire le forze contro la guerra

Il mondo è dominato dalla guerra, non solo praticata ma anche apertamente rivendicata come strumento di soluzione delle controversie. Spetta all’Europa e, in essa, alla sinistra prendere l’iniziativa per costruire una prospettiva diversa. L’Europa è debole e la sinistra divisa ma è possibile individuare un obiettivo unificante: mettere fine alla guerra e ripristinare il dominio delle regole anche a livello internazionale

Il movimento e la scintilla

La situazione è disperata. A salvarci – come scrive Marco Revelli – può essere solo qualcosa di straordinario. Un movimento dal basso, un’insorgenza universale e trasversale dei popoli, una mobilitazione oceanica. Un fenomeno che si forma per accumulazioni successive e poi, magari all’improvviso, esplode. Eppure qualcosa sta a noi: creare le precondizioni perché quella mobilitazione avvenga.

Non c’è alternativa senza un progetto

L’impotenza della sinistra, oggi concentrata più sulla critica dell’esistente che sulla costruzione di un progetto politico e sociale alternativo, contribuisce ad alimentare la distanza dalla politica. La sola mobilitazione o il volontariato non bastano senza una visione strutturale. Spetta agli intellettuali, in primo luogo, ricostruire un’intelligenza collettiva al servizio dell’alternativa al capitalismo.

Oceanica

Una mobilitazione “oceanica” contro la guerra

L’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran rappresenta un salto in avanti verso l’abisso. La nuda vita del pianeta e le esistenze di tutti noi sono messe a rischio. Per fermare questa deriva tragica non bastano più le tradizionali forme di opposizione. Occorre una mobilitazione straordinaria, che chiamiamo “oceanica”, in grado di sommergere i nuovi nemici dell’umanità.

Ripartire dalle città e dal mutualismo

A Minneapolis l’intera città reagisce contro la caccia ai migranti della milizia di Trump. È un esempio illuminante. Ovunque, nel mondo, le libertà, i diritti, l’ambiente sono sotto attacco. La risposta deve essere coordinata, in modo che le relative resistenze si rafforzino tra loro. Senza deleghe, ma contando sulle proprie forze. Quali? Quelle del “mutuo appoggio”, le sole a disposizione: ricominciamo da lì.

Per il socialismo

Il socialismo non coincide con la presa del potere o con la collettivizzazione dei mezzi di produzione. Come diceva il famoso slogan “socialismo o barbarie”, esso costituisce una nuova forma di civiltà. La complessità della sua costruzione non deve far dimenticare che esso è ancora adesso l’unica via di uscita rimasta mentre contempliamo la crisi irreversibile del capitalismo.