Primarie

Primarie in tempi estremi

Le Primarie sono il surrogato di una democrazia di partito che non c’è più. Sono anche una forma di personalizzazione della politica che replica i vizi del presente. In tempi normali ce ne terremmo volentieri lontano. Ma questi sono tempi estremi, col rischio incombente di una guerra distruttiva e di un dispotismo delle destre. E allora quel voto potrebbe essere l’occasione per gridare un forte NO alla guerra, al riarmo e alla disumanità che ne incarna la ferocia.

Giornalismo. Non solo Ranucci e Mentana

Stai con Sigfrido Ranucci o con chi lo epura? È vero che, come dice Mentana, “La 7” nega la par condicio a Meloni? Il futuro del giornalismo sta nella fuffa quotidiana di Paolo Mieli e nell’inseguimento della vittima di turno da parte di cronisti che usano il microfono come arma? In attesa di risposte, Telemeloni impera e si intensifica la concentrazione (naturalmente a destra) della carta stampata. Ma questo non sembra interessare nessuno.

Miserie (e speranze) dell’estate italiana

In atletica e nuoto vincono italiani e italiane di seconda generazione e di inedita semplicità. Ma noi non impariamo nulla. La destra somiglia sempre di più ai filmati dell’Istituto Luce e il centro sinistra a una commedia all’italiana anni Sessanta. Che miseria deve apparire questa politica allo sguardo affaticato e orgoglioso di nuove generazioni che ci danno lezioni di civiltà attraverso le loro vittorie (e anche le loro sconfitte) sportive?

quelli che

Quelli che seminano vento…

Qulli che devastano una valle e accusano di devastazione chi si oppone. Quelli che preparano una guerra mondiale e definiscono “violento” chi protesta. E’ questa la logica perversa che nel mondo intero rovescia il senso di ogni cosa e che ha trovato in Val di Susa la propria sintesi perfetta. Per difendere l’indifendibile si costruisce un fortino pieno di uomini in armi, e ci si stupisce se su quel totem si concentra l’indignazione di chi non vuol subire.

La morte di Abderrahim Fakir e la macchina dell’impunità

La morte di Abderrahim Fakir non è stata un incidente né una fatalità. Le indagini faranno il loro corso ma non occorrono accertamenti ulteriori per dimostrare l’ingiustificata brutalità dell’intervento di polizia e la colpevole inerzia degli astanti, documentate da decine di filmati. Intanto si muove la macchina dell’impunità propiziata dagli input del Governo e dall’introduzione dello scudo penale, una novità che sa di antico.

Il sogno della destra: licenza di uccidere

La mobilitazione istituzionale a sostegno del gioielliere di Grinzane Cavour condannato, in via definitiva, alla pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori in fuga si fa sempre più intensa e fuorviante. Da essa emerge un disegno della destra che va oltre la vicenda specifica e prevede un attacco al ruolo del presidente della Repubblica e una ristrutturazione del diritto penale centrata sulla tutela della proprietà.

Privilegi e guasti della razza padrona

Mauro Moretti, già amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, viene condannato per disastro ferroviario. Il mondo delle imprese insorge. E non è la prima volta. Strana concezione della responsabilità: invocata per giustificare emolumenti spropositati e respinta pregiudizialmente quando – in verità assai di rado – viene accertata in sede giudiziaria o contabile. Superfluo dire che ciò non ha nulla a che fare con il garantismo.

Fare politiche energetiche, non propaganda e piccolo cabotaggio

Nella logica di mercato l’energia è una merce. La logica di mercato spinge verso grandi impianti, non importa di che tipo, per realizzare economie di scala e ottimizzare gli utili, a prescindere dalle esigenze territoriali. La logica è quella del sempre di più, che è fisicamente insostenibile. C’è un’alternativa: l’autosufficienza territoriale fondata sulle fonti rinnovabili. I dati dicono che è possibile e in tempi brevi.

La telefonata di Trump: politica e soap opera

L’inganno del nostro tempo sta nel personalizzare i giudizi politici, nel dire che sono gli umori instabili di un leader a determinare il flusso del lungo fiume della storia. È quest’ottica che va ribaltata: Trump non è un pessimo politico perché è un villano, ma perché è responsabile di genocidi, guerre e atti sociali di sadismo. Il resto è solo una soap opera di scarso interesse.

Contro la cultura del maggioritario

La legge elettorale costituisce la cinghia di trasmissione fra società, politica e istituzioni, fra sistema politico e forma di governo. Per questo modificarla alla vigilia del voto, come sta facendo il Governo, per moltiplicare artificiosamente i propri seggi è una scorrettezza politica gravissima. Ma c’è di più. Una ulteriore forzatura che divarichi ancor più il voto e i rappresentanti è un attentato alla democrazia.