Agosto ad Aliano: la luna, i calanchi e il mito di Sisifo

Il festival di Aliano “La Luna e i calanchi” porta nel paese poesia, impegno civile, giovani, bellezza. Ma dura pochi giorni e poche notti ed è in gran parte finanziato da realtà che quel territorio sfruttano e devastano. Poi tutto torna come prima. Che fare dunque? Proseguire con il festival ma senza mai scambiarlo per una soluzione, e continuando a chiedere, magari anche sul palco, di petrolio, di discariche, di spopolamento vero.

L’allegro traffico di suv e fuoristrada sulle piste di montagna

È vietato, ai mezzi motorizzati, transitare fuoristrada o percorrere sentieri, mulattiere, piste e strade forestali. Questo prevede la legge, ma chiunque passeggi su piste o sentieri montani si imbatte invariabilmente in suv, auto, moto e quant’altro. Basterebbero, per evitarlo, semplici “chiudende” a inizio strada ma il disinteresse accomuna legislatori e amministratori locali.

Achtung alberi!

Dalla Stazione Termini di Roma alle piazze del Cairo, gli alberi diventano nemici perché nascondono, proteggono, rinfrescano, mentre l’imperativo è ottenere la massima visibilità per telecamere e droni e disincentivare contatti e rapporti tra le persone. La società della sorveglianza è tra noi e il controllo e la “sicurezza” sono la priorità delle priorità, a cui sacrificare benessere e diritti, non solo degli umani.

Iniziative che spingono a odiare le biciclette

Tutto cambia, anche le biciclette. Da tempo abbondano i veicoli a pedalata assistita o e-bike. E passi. Ma subito solerti amministratori, spesso amici dei titolari di imprese di movimento terra e affin, hanno cominciato a costruire o a proporre improbabili ciclovie o piste montane, naturalmente con percorsi nuovi e non valorizzando l’esistente. In questo strano paese arriveranno persino a farci odiare le biciclette.

Acquaformosa: il borgo arbëresh in cui è passato il mondo

756 metri sul livello del mare, nel Parco del Pollino, 900 abitanti, borgo di origine albanese, Acquaformosa è, insieme ai comuni vicini, terra di accoglienza. “Dal 2010 – dice l’ex sindaco, Giovanni Manoccio – sono state accolte oltre 5000 persone provenienti da 4 continenti, 51 nazioni con prevalenza dell’Africa sub Sahariana, oltre 200 etnie e tantissime religioni. Nei nostri piccoli Paesi è passato il Mondo”.

Le lapidi partigiane: in città e in montagna

In città come in montagna, distratti da diverse ragioni, passiamo spesso di fianco a lapidi che ricordano nomi, per lo più sconosciuti, di chi ha partecipato alla Resistenza perdendoci la vita. In genere non ci fermiamo e non le vediamo. Eppure sono la nostra storia. Fermarsi, leggere e riflettere ci può rinfrescare la memoria sulle origini della Repubblica e aiutare a reagire all’offesa alla memoria portata dai fascisti al governo.

Torino. Quando i cittadini sono più forti di Esselunga

A Torino Davide ha battuto Golia. Esselunga, diventata proprietaria, a seguito di improvvide dismissioni del Comune, del parco Artiglieri da Montagna, aveva ottenuto l’autorizzazione a costruirvi un ipermercato. Tutto sembrava deciso ma la perseveranza e le manifestazioni di cittadini e cittadine hanno portato al ridimensionamento del progetto. Il parco è salvo anche se l’attività di vigilanza continua.

Napoli. I Centri di salute mentale funzionano? Smontiamoli!

Nello sfascio della cura del disagio mentale, Napoli era un’eccezione positiva grazie a Centri di Salute Mentale aperti anche nei giorni festivi e di notte. Ma la Regione ha deciso di eliminare tale anomalia… D’ora in poi di notte le richieste urgenti di carattere psichiatrico saranno affrontate dal 118 e dai Pronto Soccorso dei soli tre ospedali in cui ci sono Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura attivi 24 ore. Incredibile ma vero!

Piemonte. Vite che non possono essere “sospese”

La Regione Piemonte annuncia la sospensione degli assegni di cura per i non autosufficienti, causa ritardi e inadempienze nazionali. Tecnici e politici sono allergici alla parola “tagli”. Preferiscono usare il termine “sospensione”, come se le persone malate potessero mettere tra parentesi la loro vita e i loro bisogni, in attesa di un tempo che non arriva mai: quello in cui le risorse ci sono anche per loro.

Torino. Il rovescio delle “zone rosse”

Le “zone rosse” e l’intensificazione dei controlli di polizia dovrebbero, secondo le intenzioni dichiarate dal Governo, arginare il degrado delle città e dare sicurezza ai cittadini. Il realtà il loro effetto è spesso opposto. Lo dimostra un intervento di militari a volto coperto in un giardino torinese che ha cercato di intimidire gli operatori presenti e impaurito, allontanandoli definitivamente dall’area, bambini, mamme e nonni.