No Kings, opportunità e trappole

In Italia sta accadendo qualcosa di rilevante: prima l’incredibile mobilitazione dell’autunno, poi lo straordinario successo del referendum, in ultimo la grande manifestazione No Kings a Roma. È un risveglio di dimensioni insperate. Il Governo ha accusato il colpo. Ma, per cambiare davvero gli equilibri esistenti, il movimento ha bisogno di darsi una strategia articolata e non settaria e di guardarsi da molte trappole.

La radice della guerra: l’impero sionista

La guerra contro l’Iran, cominciata da Tel Aviv, è la dimostrazione che Israele, forte del sostegno degli Stati Uniti e della complicità dell’Europa, si sente libero di far ciò che vuole. L’impero sionista, dotato di centinaia di testate nucleari, è uno degli stati più pericolosi al mondo ma noi facciamo finta di niente. Ce ne accorgeremo presto quando deciderà di far fuori la Turchia di Erdogan per l’egemonia in Medio Oriente.

L’utilità dei regimi, la sconvenienza della democrazia

Da sempre l’Occidente lavora a un Medio Oriente di dittature e autoritarismi. Non interessano governi “liberi” ma governi “utili”. È accaduto in Egitto, in Iran, in Algeria. Con il risultato di ritrovarsi poi con movimenti estremisti e regimi radicali. Oggi l’attacco all’Iran, preparato dalla violazione da parte di Washington, sin dal 2018, dell’accordo sul nucleare del paese, sembra andare nella stessa direzione

L’attacco all’Iran e le guerre coloniali senza fine

Ogni generazione di inviati di guerra e di popoli mediorientali ha la sua devastante guerra del Golfo: ieri ne è arrivata un’altra, ampiamente prevista dopo il viaggio di Netanyahu a Washington e il fallimento annunciato della diplomazia. Ormai lo abbiamo imparato: il bottino di quelle guerre non è la democrazia e lo sviluppo dei popoli ma una nuova sottomissione coloniale e il controllo sulle risorse del Medio Oriente.

Così i social stanno sabotando la democrazia

Far litigare le persone cattura l’attenzione. Così gli algoritmi delle piattaforme premiano chi litiga e ci rendono sempre più arrabbiati. Ma se l’algoritmo diventa una macchina che premia sistematicamente inimicizie, discordia, divisioni, fazioni, allora la politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire. Perché la democrazia non è solo voto: è relazione, fiducia, capacità di riconoscere l’altro come persona.

Fascisti e antisemiti

Mentre cavalca un filosemitismo strumentale teso a veicolare una crescente islamofobia, la destra rimuove interi pezzi di storia relativi al ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, così perpetuando un racconto auto assolutorio. Conoscere i fatti, invece, è indispensabile per una memoria onesta e consapevole e anche per orientarsi nell’oggi.