Chiudere le Borse? Un dialogo immaginario, ma non troppo

I mercati ragionano su scale di mesi o trimestri (i bilanci societari), mentre per affrontare la crisi economica e climatica ci vuole una pianificazione. Ho fatto, allora, una proposta provocatoria: abolire le borse e avviare una transizione verso un assetto che soddisfi i bisogni primari di tutti senza superare i limiti ecologici del pianeta. Ecco il conseguente dialogo immaginario con uno scienziato del pensiero unico.

Gli extra-profitti, la progressività fiscale e l’orticaria di Tajani

Le tariffe (energetiche e non solo) aumentano, in gran parte per ragioni speculative. E nel dibattito politico si accende lo scontro sulla tassazione degli extra-profitti, fonte di “orticaria” per gran parte della destra. Eppure ci sarebbe una misura semplice, immediata e coerente con il dettato costituzionale in grado di risolvere stabilmente il problema: introdurre un sistema tributario progressivo per le imprese di ogni settore.

Le tasse diminuiscono? Sì, per i ricchi, ma aumentano per i poveri

Nonostante la propaganda governativa sostenga il contrario, negli ultimi tre anni le tasse, nel nostro Paese, sono aumentate. Ma non per tutti. La percentuale del totale delle imposte, infatti, aumenta fino al 51% per il 93% dei contribuenti partendo da quelli con redditi più bassi. Invece, per il 7% dei più ricchi, la percentuale scende dal 51% al 33%. Così la progressività fiscale è capovolta.

Nella guerra delle banche la politica naviga a vista

Due mesi dopo la scalata di Intesa Sanpaolo al vertice dei gruppi bancari del Paese, Monte dei Paschi tenta una contromossa dalle incerte prospettive. In questo complesso scenario la politica naviga a vista: mentre il Governo appoggia Monte dei Paschi, ma con oscillazioni e crepe, la segretaria del Pd si spinge a dire che la politica deve evitare di intervenire nelle questioni bancarie e lasciar decidere al mercato. Incredibile ma vero.

Ripensare l’intervento pubblico? Un pamphlet britannico

Che l’ingresso al numero 10 di Downing street di Andy Burnham significhi il ritorno dello Stato in economia nel Paese che più di tutti ha privatizzato larga parte del settore pubblico e dei servizi? Due studiosi/attivisti tracciano un’ipotesi di come lo Stato può tornare a svolgere un ruolo, a partire dal “modello Manchester”, realizzato dal nuovo premier laburista quando è stato sindaco della città dal 2017 al 2026.

Tassare i grandi patrimoni è necessario

Tassare i grandi patrimoni, cioè la quota eccedente i due milioni di euro (esclusa l’abitazione principale), come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare per cui è in corso la raccolta delle firme, non ha niente di rivoluzionario. È una “semplice” attuazione della Costituzione che peraltro, nell’attuale contesto di liberismo sfrenato, si presenta come alternativa radicale e può dare una scossa alla politica.

La truffa del capitalismo: a margine di un libro di Clara Mattei

L’idea che la forma economica della nostra attuale società, cioè il capitalismo, sia qualcosa di naturale, di inevitabile ed eterno quanto la forza di gravità è una truffa. È la linea guida dell’ultimo libro di Clara Mattei (“Fuga dal capitalismo”) che ricostruisce e analizza alcune delle tappe che hanno prodotto questa costruzione sociale. Resta aperto il problema del come costruire un’alternativa…

Successioni e rendite non possono restare intoccabili

La disuguaglianza non è un destino naturale, ma il risultato di scelte politiche. E, tra queste, le scelte fiscali sono decisive. Continuare a proteggere fiscalmente le grandi eredità e le rendite finanziarie significa accettare una società sempre più chiusa. Riformare l’imposta di successione e superare la flat tax sui redditi finanziari più elevati non è una misura punitiva, ma una condizione minima di sostenibilità democratica.

La bufala del taglio dell’Irpef per i ceti medi

Il Governo mena gran vanto per la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per il secondo scaglione dell’Irpef inserito nella manovra economica, dichiarando che essa va a beneficio del ceto medio. L’affermazione è smentita da tutti i calcoli matematici e dalle analisi delle istituzioni preposte che dimostrano come si tratta, in realtà, di un regalo di 2,7 miliardi ai redditi più elevati. Ma non importa, basta continuare a dire il contrario.