Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

Remigrazione: la neolingua e il razzismo della destra

Il sovranismo nativista della destra crea una neolingua e sforna progetti di legge: tra questi, la proposta di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”, un intervento di chiara marca razzista che prevede, tra l’altro, l’espulsione dello straniero condannato per qualsiasi delitto. Un testo chiaramente incostituzionale per la compressione delle libertà fondamentali e del principio di uguaglianza ma politicamente assai significativo.

Il Parlamento Europeo uccide il diritto di asilo

Il 10 febbraio il Parlamento Europeo ha votato due proposte normative che dilatano la nozione di Paese terzo sicuro a cui è possibile delegare l’esame di una domanda di asilo presentata alla frontiera o nel territorio di uno Stato dell’Unione nonché un elenco di Paesi considerati sicuri. È la scelta più estremista fatta in Europa sul diritto d’asilo che, pur formalmente conservato tra i diritti fondamentali, viene in concreto scardinato.

Europa. Brutta aria per i migranti

Non è tempo, in Europa, di tutela dei diritti dei migranti e, in particolare, del diritto di asilo. Ad essere sotto attacco diffuso sono la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, accusata di ingerenza nelle prerogative dei governi. Anche in questo quadro, peraltro, restano, nel nostro Paese, la Costituzione e la necessità di rispettarla.

Il decreto flussi: l’ennesima truffa delle etichette

Il decreto flussi predisposto dal Governo è uno strumento inadeguato e irrazionale. Non solo per il numero assolutamente insufficiente di lavoratori stranieri che potranno essere assunti, ma anche per una serie di incongruenze interne e perché si fonda sul presupposto fallace dell’incontro a distanza tra datore di lavoro e lavoratore. L’esito sarà l’aumento delle finte assunzioni e una emersione incontrollata di lavoro nero.