25 aprile 2025: la posta in gioco

Senza ripudio della guerra e rifiuto del riarmo, senza solidarietà e accoglienza dei migranti perseguitati nei loro paesi, senza una ferma opposizione alle limitazioni delle libertà di riunione e di manifestazione, senza una difesa intransigente dell’assetto costituzionale non c’è 25 aprile, non c’è festa della Liberazione. C’è, al contrario, una svolta autoritaria. Guai a dimenticarlo o sottovalutarlo.

La censura a Eric Gobetti e la scuola sotto tutela

Secondo la Costituzione l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Ne erano persuasi i docenti di una scuola del torinese che hanno invitato lo storico Eric Gobetti, non allineato al pensiero dominante, a parlare della questione delle foibe. Ma i fatti li hanno smentiti: a seguito dell’intervento di un consigliere regionale di Fratelli d’Italia, la conferenza è stata “rinviata”. Così nasce e si sviluppa il fascismo.

Equivoco

L’equivoco di essere fascisti in democrazia

L’equivoco di “essere fascisti in democrazia” è il filo nero che collega la vicenda del Msi fin dall’origine a quella dei suoi epigoni. L’intreccio tra pulsioni eversive e retoriche dell’ordine, alla base della doppiezza almirantiana, diventato virulento negli anni della “strategia della tensione”, spiega l’isteria con cui i vertici di FdI tentano di esorcizzare il ruolo della destra radicale nella strage di Bologna.

Destra estrema: simboli, corpi, rituali. Un reportage

«Sono stato nelle strade, dove la galassia della destra estrema si muove in formazione militare, agita piazze e periferie, fomentando le rivolte contro Rom e immigrati. E sono stato nei raduni in capannoni fuori dalle grandi città del nord, con una colonna sonora di musica hardcore, dura, urlata, sparata ad altissimo volume». L’esito è, ora, una mostra fotografica di grande intensità allestita a Brescia.

Occorre reagire. Non possiamo aspettare ancora

Il 25 aprile è appena trascorso, ma l’antifascismo – ci ricorda Gastone Cottino nel piccolo e prezioso volume “All’armi son fascisti!” – deve essere pratica quotidiana. La continuità tra il fascismo di ieri e il fascismo di oggi è nelle cose, nei simboli, nelle ascendenze ma ancor più negli interessi rappresentati. Occorre esserne consapevoli e reagire. Subito, perché non possiamo aspettare ancora.

Il nostro 25 aprile in due libri

Giorno dopo giorno, la matrice fascista del partito di maggioranza e della cultura politica della presidente del Consiglio diventa più chiara. Perché sempre meno dissimulabile, ma anche sempre meno dissimulata. Due libri recenti, di Luca Casarotti e di Gastone Cottino, ce lo segnalano con precisione mettendoci in guardia contro i pericoli che sono alle porte e ricordandoci che il 25 aprile è un giorno di scelte.

I fascisti a volte ritornano, anzi non se ne sono mai andati: il caso di Guido Paglia

La campagna per la fascistizzazione della Rai ha riportato i riflettori sulla figura di Guido Paglia, già socio fondatore di Avanguardia nazionale, collaboratore dei servizi segreti, onnipresente nelle vicende del terrorismo nero. Aveva ragione Umberto Eco: il problema non è che i fascisti a volte ritornano, è che non se ne sono mai andati.