La Cina è vicina. Intervista a Giorgio Airaudo

La Cina non è più soltanto la “fabbrica del mondo” ma è diventata uno dei centri principali dell’innovazione industriale, soprattutto nel campo dei veicoli elettrici, delle batterie e delle tecnologie applicate alla produzione. Una delegazione della CGIL ha visitato il Guangdong, una delle province più industrializzate della Cina e uno dei cuori mondiali della filiera dell’auto elettrica. Ne abbiamo parlato con Giorgio Airaudo.

Italia condannata per violazione del diritto di sciopero

Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha condannato l’Italia per aver esteso eccessivamente la nozione di servizio pubblico essenziale, imposto obblighi ingiustificati ai sindacati e ristretto troppo i tempi di esercizio degli scioperi. Se lo Stato italiano non dovesse porvi rimedio, sarà la giustizia del lavoro a dover risolvere gli inevitabili conflitti.

Schiavitù, fragole e consolati

In Calabria i braccianti afghani e pachistani valgono meno delle cassette di fragole e, se provano a protestare, può accadere che vengono chiusi in un’automobile e bruciati vivi, suscitando la pena e le lacrime di un giorno. Intanto nella mitica Milano una grande società statunitense importa, per costruire il consolato del proprio paese, qualche centinaio di muratori indiani che riduce in schiavitù a due euro l’ora.

Tiziano Rinaldini, sindacalista

Tiziano Rinaldini, compagno di chiunque in Italia ha avuto a cuore i lavoratori, se n’è andato. Sempre impegnato nella Cgil, è stato un personaggio scomodo. Credeva nel sindacato dei consigli e fu tra i pochi a dire di no all’accordo subìto dalle organizzazioni sindacali dopo la lotta dei 35 giorni alla Fiat nell’autunno del 1980. Per lui i lavoratori non erano andati troppo avanti. Aveva ragione ma fu, per questo, emarginato.

Il Governo, il “salario giusto” e la truffa delle parole

“Il decreto legge del 1° maggio migliorerà le condizioni dei lavoratori”. Così dice il Governo. Ma la realtà è altra e l’operazione si rivela di pura facciata: il salario “giusto” cui si fa riferimento è quello minimo (e insufficiente) previsto dalla contrattazione collettiva, il contrasto al caporalato digitale non fa che confermare quanto stabilito dalla giurisprudenza e le aziende che violano la legge e i contratti restano impunite.

La strage nascosta dei tumori da lavoro

La strage continua: per morti sul lavoro e da lavoro (malattie professionali, in particolare tumori). I morti per infortunio si vedono e si contano (circa mille all’anno); molto più difficili da individuare quelli da tumore occupazionale. Le stime dell’Inail sono di circa diecimila morti all’anno ma il dato è ampiamente errato per difetto. Le omissioni del passato presentano il conto e i cambiamenti di registro nel controllo tardano.

Lavorare meno, lavorare meglio

Il lavoro può anche uccidere indirettamente. Per stanchezza, in un incidente stradale, tornando a casa dopo una notte in fabbrica. Eppure il lavoro notturno ha spesso una motivazione esclusivamente economica ed esprime l’essenza del lavoro alienato. Occorre, dunque, partire da lì, abolendo o riducendo al minimo la turnazione notturna come prima tappa per modificare l’attuale organizzazione del lavoro.

Ex GKN: il futuro irrompe

La lotta dei lavoratori dell’ex GKN, da 15 mesi senza stipendio, è a una svolta. C’è un piano industriale che ha superato ogni verifica. Ma gli investitori istituzionali e privati si limitano a promesse a cui non seguono fatti. Evidentemente sono in molti a volere che l’impresa fallisca. Per contrastare questo atteggiamento e dimostrare che “si può fare” una grande manifestazione nazionale è indetta a Firenze il 18 ottobre.

Requiem per il salario minimo

C’era una volta una proposta di legge, presentata dalle opposizioni, sul “salario minimo”. Oggi, con la legge delega n. 144/2025, il quadro è totalmente cambiato: il sistema previsto esclude la fissazione di una soglia retributiva minima inderogabile e svilisce la stessa contrattazione. È facile prevedere che, con i decreti delegati, il fenomeno del lavoro povero, che già dilaga in Italia, si estenderà in maniera sempre più drammatica.