La strage nascosta dei tumori da lavoro

La strage continua: per morti sul lavoro e da lavoro (malattie professionali, in particolare tumori). I morti per infortunio si vedono e si contano (circa mille all’anno); molto più difficili da individuare quelli da tumore occupazionale. Le stime dell’Inail sono di circa diecimila morti all’anno ma il dato è ampiamente errato per difetto. Le omissioni del passato presentano il conto e i cambiamenti di registro nel controllo tardano.

Lavorare meno, lavorare meglio

Il lavoro può anche uccidere indirettamente. Per stanchezza, in un incidente stradale, tornando a casa dopo una notte in fabbrica. Eppure il lavoro notturno ha spesso una motivazione esclusivamente economica ed esprime l’essenza del lavoro alienato. Occorre, dunque, partire da lì, abolendo o riducendo al minimo la turnazione notturna come prima tappa per modificare l’attuale organizzazione del lavoro.

Ex GKN: il futuro irrompe

La lotta dei lavoratori dell’ex GKN, da 15 mesi senza stipendio, è a una svolta. C’è un piano industriale che ha superato ogni verifica. Ma gli investitori istituzionali e privati si limitano a promesse a cui non seguono fatti. Evidentemente sono in molti a volere che l’impresa fallisca. Per contrastare questo atteggiamento e dimostrare che “si può fare” una grande manifestazione nazionale è indetta a Firenze il 18 ottobre.

Requiem per il salario minimo

C’era una volta una proposta di legge, presentata dalle opposizioni, sul “salario minimo”. Oggi, con la legge delega n. 144/2025, il quadro è totalmente cambiato: il sistema previsto esclude la fissazione di una soglia retributiva minima inderogabile e svilisce la stessa contrattazione. È facile prevedere che, con i decreti delegati, il fenomeno del lavoro povero, che già dilaga in Italia, si estenderà in maniera sempre più drammatica.

Scioperare per Gaza

L’imponente partecipazione allo sciopero a sostegno della Global Sumud Flotilla e contro il genocidio a Gaza rinvia al mittente le intimidazioni del Governo. Né bastano a negare legittimità allo sciopero, le censure di una Commissione di garanzia totalmente appiattita sul’esecutivo, in netto contrasto con gli orientamenti della Corte costituzionale e della Cassazione.

Due referendum per chiudere la stagione del jobs act

I referendum in tema di licenziamenti, pur nei limiti strutturali di un intervento solo abrogativo, hanno un obiettivo chiaro: chiudere la stagione del jobs act e della preminenza delle ragioni del mercato su ogni altro valore, ripristinando un contesto contrattuale idoneo, in ragione della forza dissuasiva della sanzione prevista per il licenziamento illegittimo, a tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori.

Un 1° maggio difficile

Sarà un 1° maggio importante: per contrastare la strage continua nei cantieri e nelle fabbriche, il carattere sempre più precario del lavoro, la crescente povertà dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma non sarà un 1° maggio unitario. Non lo sarà, in particolare, sui referendum perché la Cisl ha da tempo imboccato una strada che corre parallela e spesso si intreccia con quella tracciata dal Governo Meloni.