John Niven, Padri nostri (Einaudi, 2026)

Due papà si conoscono fuori da una sala parto di Glasgow. Uno è un ricco sceneggiatore padre per la prima volta, l’altro un piccolo criminale al sesto figlio. L’amicizia maschile, la solidarietà, lo scontro tra classi sociali così distanti sono il fulcro di questa storia e la metafora limpida dell’attualità, di mondi differenti sempre più agli antipodi, dove l’abisso comincia dall’educazione delle nuove generazioni.

Andreea Simionel, La ragazza d’aria (Rizzoli, 2026)

Aryna, ha 15 anni, è di origini rumene ed è la protagonista di questo romanzo di formazione che, con una scrittura che dà conto senza fronzoli della implacabile discesa nel baratro dell’anoressia, esplora la fragilità dei rapporti umani e la vulnerabilità che ci accomuna. È anche un racconto di incontri: a scuola, in ospedale, in una palestra di boxe, tra i libri, nella scrittura, occasioni che soffiano sulle vele della ragazza di vento.

Claude Ponti, Se dormo con gli occhiali, vedo meglio i sogni? (Babalibri, 2025)

Un libro consigliato da 5 anni in su e per tutte le età in cui la poesia si fonde con il sogno e l’ironia con la riflessione. Un’opera profonda e divertente allo stesso tempo, per scoprire se le nuvole sono vive, per capire come mai la gente non cammina a testa in giù dall’altra parte del mondo, per tentare di spiegare a cosa serva vivere… e anche per sentirsi un po’ meno impreparati di fronte ai grandi interrogativi della vita.

Jane Tara, Che bello vederti, Tilda (Feltrinelli, 2025)

Tilda si sveglia una mattina e non si vede più un dito e un orecchio. Poi scompare anche il braccio. La diagnosi è chiara, è affetta da invisibilità e pare non ci sia cura. Metafora brillante del mancato riconoscimento, della violenza di genere in tutte le sue forme, del femminismo che ancora spaventa. Con una piccola iniezione di speranza: alla fine si può ricomparire, a patto di affermare senza paura il proprio valore.

Alaa Faraj, Perché ero ragazzo (Sellerio, 2025)

È la storia, ricostruita attraverso lettere dal carcere piene di dignità e di umanità, di Alaa Faraj, ventenne promessa del calcio libico, fuggito dalla guerra civile e coinvolto in un viaggio della speranza conclusosi in tragedia. Considerato uno “scafista”, Alaa viene condannato a 30 anni di reclusione. Li sta scontando nel carcere Ucciardone di Palermo senza smettere di proclamarsi innocente.

Marcello Fois, L’immensa distrazione (Einaudi, 2025)

Ettore Manfredini si sveglia una mattina, appena morto, e ricorda l’intera storia della sua complicata famiglia. Una saga familiare intricata e dai molti protagonisti che attraversano le generazioni, nella quale si intrecciano – come in tutte le saghe familiari – inganni, sentimenti, alleanze, silenzi e potere. Questo sono “I Manfredini”, venite a conoscerli.

Giulia Ceccarani, E poi c’è la Terra (Topipittori, 2025)

Parole potenti e poetiche nella loro essenzialità, disegni astratti e geometrici cuciti insieme per narrare la Terra, le sue contraddizioni e iniquità, le nostre responsabilità e scelte etiche, personali e collettive, perché il mondo sia un posto da abitare con cura, giusto e uguale per tutti. Un bellissimo albo che attraversa i luoghi del nostro vivere. Da regalarsi.