Piano casa, rendita e questione abitativa

È riduttivo considerare il piano casa del Governo Meloni un semplice spot elettorale. C’è certamente questo, ma c’è anche altro, in particolare l’uso del disagio abitativo come pretesto per allentare ulteriormente i vincoli urbanistici e un grande aiuto di stato all’edilizia privata. Così la drammatica “questione abitativa” del Paese, dipendente dal primato della rendita nella nostra economia, è totalmente elusa.

Piemonte. Vite che non possono essere “sospese”

La Regione Piemonte annuncia la sospensione degli assegni di cura per i non autosufficienti, causa ritardi e inadempienze nazionali. Tecnici e politici sono allergici alla parola “tagli”. Preferiscono usare il termine “sospensione”, come se le persone malate potessero mettere tra parentesi la loro vita e i loro bisogni, in attesa di un tempo che non arriva mai: quello in cui le risorse ci sono anche per loro.

C’è un risveglio degli intellettuali, ma non basta

Si sta verificando, dopo un lungo periodo di silenzio, una sorta di risveglio degli intellettuali sui temi della cultura e della politica. Ma non basta. Senza un’integrazione con le lotte per l’ambiente e per la vivibilità delle città e senza un’alleanza con i giovanissimi e il portato della rivoluzione femminista, ogni tentativo di cambiamento è destinato a una breve durata.

I crimini di Israele e i silenzi dell’Europa

La legalizzazione della pena di morte per impiccagione per i (soli) Palestinesi condannati per terrorismo è l’ultimo passo della deriva fondamentalista e razzista di Israele. A fronte di ciò è sempre più evidente la responsabilità dell’Italia e dell’Unione europea (con la sola eccezione di Spagna e Francia) nel continuare a consentire a Netanyahu una totale libertà d’azione, trasformatasi in una licenza di uccidere.

Nucleare. Un altro referendum è possibile

Dopo due referendum abrogativi (1987 e 2011) che hanno bocciato il nucleare e dopo la debacle nel referendum sulla giustizia, il Governo ci riprova. Di nuovo proponendo il nucleare, spinto dalla disperazione per la manifesta incapacità di affrontare la crisi energetica. Sarebbe una scelta del tutto inadeguata e in violazione della Costituzione che, se praticata, porterebbe inevitabilmente a un nuovo referendum.

Stati Uniti, Cina, Europa: gli imperi e i cittadini

La logica imperiale di Trump e Xi Jinping è la stessa che Draghi invoca per l’Europa: riarmarsi, sacrificare quel poco di universalismo dei diritti rimasto per far crescere e valorizzare le imprese eccellenti e monopolistiche, le nuove testuggini della potenza europea. Da un lato gli imperi reali o presunti, dall’altra i cittadini sempre più oppressi. È questa la realtà che la geopolitica e i suoi alfieri cercano di occultare.

Vademecum contro la militarizzazione delle scuole

È sempre più frequente, in questi tempi di bellicismo imperante, la presenza nelle scuole di uomini e donne in divisa per conferenze o lezioni relative alla sicurezza, alla legalità o addirittura alla promozione professionale del proprio corpo di appartenenza. È una pratica innaturale che veicola la cultura della guerra. Da qui un vademecum per illustrarne la nocività e per indicare le contromisure possibili.

Sulla guerra, sul potere, sul nostro tempo. Intervista a Ida Dominijanni

“Il potere che ci sovrasta è inguardabile, minaccioso, eticamente ripugnante. Contrastarlo è difficile: bisogna cambiare lenti, rovesciare la prospettiva del racconto dominante, guardare la realtà dal punto di vista degli sconfitti. E e posizionarsi ai margini, sui confini, perché è lì, non dentro gli Stati, che si gioca il cambiamento. Solo dai confini, infatti, può, forse, essere reinventato un nuovo internazionalismo dal basso”.

Legge elettorale: appello di 126 costituzionalisti

Modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto è politicamente e giuridicamente scorretto. A maggior ragione lo è se si introducono meccanismi di dubbia costituzionalità come un premio di maggioranza abnorme, liste bloccate, pluricandidature e l’indicazione preventiva del candidato presidente del Consiglio. Lo dicono, in un appello diffuso nei giorni scorsi, 126 professori di diritto costituzionale.