Giani, Emiliano e Vendola: a volte ritornano (anzi non se ne sono mai andati…)

In Italia il dibattito, nel centro sinistra, è egemonizzato dal significato dell’espressione “campo largo”, dalle immagini di Giani che nuota in piscina o ripara strade con la pala, dalle smanie di rimanere in pista di Emiliano e di Vendola. Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Ma, poi, non stracciamoci le vesti per l’astensionismo…

Gaza: La soluzione finale

L’occupazione di Gaza City e il progetto di ulteriore espansione degli insediamenti in Cisgiordania aprono la strada alla “soluzione finale”: lo sterminio del popolo palestinese e l’accaparramento della terra “che va dal fiume al mare”, in attuazione di un supposto mandato biblico. Solo una crescita della mobilitazione contro la tradizionale impunità di Israele può impedire che quel folle disegno si realizzi.

C’era una volta il Leoncavallo

Da tempo il Leoncavallo aveva smesso si essere un avamposto di antagonismo sociale, com’era stato nella Milano di fine Novecento, ma il suo sgombero, avvenuto giovedì scorso, ha chiuso un’epoca. Oggi più di ieri le realtà borderline come i centri sociali non sono un lusso ma una necessità. Ma la loro realizzazione richiede, probabilmente, nuove modalità, nuove strade, nuove alleanze.

Immagini del disastro: fare il deserto e chiamarlo pace

Le parole di Calcago, capo dei Caledoni, sulla pace secondo i Romani, riportate da Tacito alla fine del primo secolo d.C., sono tragicamente attuali. Pace a Gaza, per Israele e per gli Stati Uniti, significa “occupare Gaza e colonizzarla, e non lasciare lì un solo bambino”. Così come la pace all’esito della seconda guerra mondiale fu distruggere la vita a Hiroshima. E farlo impunemente. Fino a quando qualcuno si ribellerà.

Stato e mafia: una rapporto articolato e non lineare

Lo Stato si sta trasformando a immagine e somiglianza della mafia? Non mancano indicazioni in tal senso. Ma il processo in atto è complesso e articolato. Più che di fronte alla privatizzazione dello Stato, o a un modello mafioso, ci troviamo di fronte a una sfera pubblica sovraccarica di comunicatori e comunicazioni che producono e diffondono discorsi posticci. È lì che dobbiamo intervenire.

La catastrofe alimentare: Gaza e non solo

Nel 2022 l’accesso al cibo era precluso a 691-783 milioni di persone. Poi la situazione è peggiorata. L’epicentro del fenomeno è Gaza dove la fame è un’arma di guerra, al pari delle bombe: il 30% dei bambini soffre di malnutrizione acuta e ogni giorno due persone su 10.000 muoiono per fame e malnutrizione. È un crimine di guerra intollerabile che, peraltro, lascia indifferente la comunità internazionale.