La catastrofe alimentare: Gaza e non solo

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Nell’aprile 2024 il Rapporto Under threat: the International AIDS Society–Lancet Commission on Health and Human Rights evidenziava che nel 2022 l’accesso al cibo, uno dei diritti più basilari, era irraggiungibile per i 691-783 milioni di persone che vivevano in condizioni di insicurezza alimentare1. Gran parte di questa enorme popolazione vive in Paesi coinvolti in conflitti violenti e afflitti da instabilità politica2. Sono circa la metà del miliardo e 100 milioni persone che vivono in uno stato di povertà multidimensionale, ma che il conflitto con lo sfollamento di popolazioni, la distruzione di economie e di infrastrutture, l’aumento dei prezzi per beni essenziali e la distruzione delle riserve alimentari acuisce non solo durante, ma anche dopo un conflitto. È quanto accaduto e documentato, per esempio, in Afghanistan, in Sudan, dove quasi 18 milioni di persone soffrono di grave insicurezza alimentare per la carestia dovuta al conflitto. È quanto successo nello Yemen, nel 2014, dove sì è stimato che il conflitto abbia causato oltre 377.000 morti, il 60% delle quali dovute a fame, mancanza di assistenza sanitaria e acqua non potabile3.

La povertà è strettamente associata (anche) alla guerra e quindi non si può contrastare la povertà, ridurre la fame e la malnutrizione, senza investire nella pace. Non c’è giustificazione per la fame indotta a una popolazione civile come conseguenza della guerra. I più vulnerabili, come le donne incinte e in allattamento, i neonati e i bambini subiscono il peso maggiore in termini di morbilità e mortalità causati dalla fame e dalla malnutrizione. Affamare le persone, le vittime di un conflitto, può essere una condizione deliberatamente creata e utilizzata come arma di guerra: cosa ormai consentita anche dalle Nazioni Unite. L’uso della fame come arma di guerra è un crimine che deve essere perseguito e punito per proteggere il diritto più fondamentale di tutti: la dignità umana. Purtroppo il diritto internazionale dei diritti umani in contesti di conflitto non viene applicato neanche dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la sola indignazione, quando le regole della guerra sono state violate, risulta un ulteriore oltraggio nei confronti delle vittime.

Uno stato di nutrizione insufficiente (denutrizione), protratto per lungo tempo porta alla malnutrizione, uno stato di squilibrio fra il rifornimento di nutriente e di energia e il fabbisogno del corpo per assicurare il mantenimento, le funzioni, la crescita e la riproduzione. La malnutrizione e la denutrizione sono espressione della violazione dei diritti umani; violano il diritto a crescere e sopravvivere dei bambini. Nel mondo, oltre 473 milioni di bambini vivono in una zona di conflitto. Alcuni non hanno conosciuto altro che violenze o campi profughi, da quando sono nati. Il loro primo pericolo è quello di morire. Tantissimi sono i bambini che hanno perso la vita a causa dell’assurdità della guerra. Spesso, con le loro mamme e le altre donne, sono le prime vittime dei conflitti in corso in circa 50 nazioni nel mondo4. Il cronico crimine contro l’umanità perpetrato con le guerre è ancora più intollerabile quando la morte e la sofferenza sono dovute alla fame e non terminano con la fine della guerra5.

La situazione alimentare continua a peggiorare nel tempo in Africa, dove il 20,4% della popolazione ovvero una persona su 5 soffre la fame, mentre resta stabile in Asia e vede una riduzione in America Latina. Ma è a Gaza che attualmente si registra il più alto tasso di malnutrizione a livello globale: 1.1 milioni di bambini6. Israele sta usando la fame come arma di guerra ponendo Gaza al di sopra delle soglie di Insicurezza Alimentare Acuta, la Fase V definita come Catastrofe quando: almeno il 20% delle famiglie si trovano in una situazione di estrema mancanza di cibo, almeno il 30% dei bambini soffrono di malnutrizione acuta e due persone ogni 10.000 muoiono ogni giorno a causa di fame, malnutrizione e malattie7. Dal 2008 al settembre 2013 oltre millequattrocento bambini palestinesi sono stati uccisi. Dal 7 ottobre 2013 a marzo 2025 sono stati oltre diciassettemila i bambini uccisi e oltre mille i neonati morti ancor prima di vedere ciò che li circondava.

La paura più grande che hanno i bambini che vivono a Gaza o in zone di conflitto armato è quella di morire o di perdere i propri genitori, ma anche di non poter mangiare8. I bambini di Gaza affrontano gravi minacce alla loro salute sotto tutti gli aspetti e i livelli catastrofici di insicurezza alimentare e carenze di micronutrienti stanno causando un aumento dei tassi di malnutrizione. I bambini non ricevono vaccinazioni di routine e le malattie infettive sono diffuse, il che aggrava ulteriormente la malnutrizione. Il monitoraggio continuo della malnutrizione infantile, con interventi mirati per coloro che sono stati identificati come malnutriti e per la prevenzione della carenza alimentare è indispensabile. Così come, il ripristino dei sistemi agricoli e di produzione alimentare interna a Gaza per la sicurezza alimentare a lungo termine.

Sarebbero le raccomandazioni attese e le azioni messe in atto dalla comunità internazionale anche imponendole per il rispetto dei diritti umani essenziali: «Le bombe ti inceneriscono in un attimo, ma colpiscono solo alcuni lasciando sopravvivere tutti gli altri, la fame raggiunge tutti i due milioni di abitanti della Striscia, entra in ogni famiglia, indebolisce i più fragili e apre la strada a tante malattie collaterali che aiutano a ridurre la popolazione, per cause naturali, senza violenza»9. Purtroppo questo non avviene a Gaza, ma neanche altrove, per esempio in Sudan, dove l’attenzione è minore. L’accesso umanitario è impedito, come impedito è il libero flusso di aiuti, cibo, forniture mediche, carburante e acqua pulita. Il «disumano ridurre alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani» e «l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente» è un crimine deliberato, non prevenuto e non represso10. È un crimine anche tollerarlo e consentirlo.

Ma la fame e la malnutrizione sono solo uno dei drammatici aspetti del deliberato crimine contro l’umanità perpetuato a Gaza. Sono un’arma silenziosa, con effetti a lunga gittata temporale. Molti dei bambini che sopravviveranno avranno ferite invalidanti e dolori costanti, disabilità e patologie croniche sia fisiche che mentali, dovuti anche alle condizioni di fame patita. La guerra plasmerà le percezioni e le relazioni tra bambini israeliani e palestinesi, con possibili ripercussioni sulla futura convivenza e sulla salute sociale futura… di tutti.

Note

1) Beyrer C, Kamarulzaman A, Isbell M, Amon J, Baral S, Bassett MT, et al., Under threat: the International AIDS Society–Lancet Commission on Health and Human Rights. The Lancet 2024; 403: 1374-1418

2) Alkire, S., Kovesdi, F., Scheja, E. and Vollmer, F. (2022), Moderate Multidimensional Poverty Index: Paving the way out of poverty, OPHI Working Paper 143, Oxford Poverty and Human Development Initiative (OPHI), University of Oxford. 2022. https://ophi.org.uk/publications/WP-143

3) Singh NS, Ataullahjan A, Ndiaye K, Das JK, Wise PH, Altare C, Ahmed Z, Sami S, Akik C, Tappis H, Mirzazada S, Garcés-Palacio IC, Ghattas H, Langer A, Waldman RJ, Spiegel P, Bhutta ZA, Blanchet K; BRANCH Consortium Steering Committee. Delivering health interventions to women, children, and adolescents in conflict settings: what have we learned from ten country case studies?, Lancet. 2021 Feb 6;397(10273): 533-542

4) Bonati M., Il cronico trauma della guerra, Il Pensiero Scientifico Editore, 2024.

5) Bonati M., Child mortality following armed conflict: how long does it take to reduce to pre-conflict level?, BMJ Paediatrics Open 2025;9: e003379. https://bmjpaedsopen.bmj.com/content/9/1/e003379

6) Save the Children, Fame nel mondo: la situazione oggi e i cambiamenti previsti per il futuro, 14 ottobre 2024, https://www.savethechildren.it/blog-notizie/fame-nel-mondo-la-situazione-oggi-e-i-cambiamenti-previsti-il-futuro

7) Integrated Food Security Phase Classification (IPC). IPC ALERT, Worst-case scenario of Famine unfolding in the Gaza Strip, 2025; Issue 143. https://www.ipcinfo.org/ipcinfo-website/countries-in-focus-archive/issue-133/en/

8) Albanese F., Quando il mondo dorme, Rizzoli, 2025

9) Gallo D., Il genocidio di Sebrenica e quello di Gaza, Volerelaluna, 11 luglio 2025. https://vll.staging.19.coop/in-primo-piano/2025/07/11/il-genocidio-di-sebrenica-e-quello-di-gaza/

10) Mattarella S., intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro con i componenti dell’Associazione Stampa Parlamentare per la consegna del Ventaglio, 30 luglio 2025, https://www.quirinale.it/elementi/137233

Gli autori

Maurizio Bonati

Maurizio Bonati, medico, già direttore del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto Mario Negri IRCCS di Milano. Direttore di Ricerca&Pratica.

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