Il sogno di Israele: annientare i palestinesi

Prima il genocidio, poi la minaccia di occupare l’intera striscia di Gaza. Ma dove vuole arrivare Israele? La risposta è drammaticamente semplice: all’annientamento dei palestinesi, come proclamato dai padri storici del sionismo secondo i quali, letteralmente, “i palestinesi non esistono”. Tutto sta scritto, sin dal 1948, nelle parole, tanto profetiche quanto inutili, di due ebrei illustri come Einstein e Hannah Arendt.

Gaza: le parole e i fatti

Cominciano ad emergere, anche tra gli Stati, denunce del genocidio in atto a Gaza e propositi di riconoscere lo Stato di Palestina. È una virata autentica, seppur tardiva? Perché sia tale, e non l’ennesima menzogna che copre lo status quo, occorre che alle parole seguano i fatti: la rescissione degli accordi di collaborazione con Israele, la cessazione della vendita di armi, l’applicazione delle risoluzioni dell’Onu. Subito.

Per il futuro dello Stato il modello della mafia

L’estremismo liberista porta alla privatizzazione dello Stato. Sembra al fascismo? Sembra più ancora alla mafia. Il sistema mafioso, infatti, non è ormai solo “criminalità organizzata”, infiltrata, laterale, parassitaria e predatoria. È un sistema socio-politico, è l’altra faccia della crisi degli Stati. È la distruzione degli Stati e la personalizzazione della politica, la forma politica di sbocco della crisi storica dello Stato “borghese”.

L’Occidente, i diritti umani, la democrazia. Intervista con Patrick Zaki

Sono stato in carcere in Egitto 20 mesi e 8 giorni. Prima ero uno studente tra gli altri. Ma il carcere ha cambiato tutto. E mi ha aperto gli occhi sulla centralità della Palestina. Oggi penso ai diritti umani e mi chiedo e vi chiedo: se non valgono per tutti nel mondo, non c’è un problema generale? Un problema che riguarda tutti, compreso l’Occidente?

Israele, l’Occidente e le vite di scarto

Ricordando la Shoah, abbiamo insegnato ai nostri figli, che “è accaduto, quindi può accadere di nuovo”. Salvo poi, quando l’esercito di Israele uccide donne in fila per un tozzo di pane e mira ai testicoli di bimbi inermi, rivendicare che “non sono permessi paragoni”. È la cultura dello scarto che legittima gli uomini a fare ciò che la natura non si sognerebbe mai di fare: scartare, scacciare, sottrarre vita, torturare, uccidere.

Stop al genocidio: le campane, il paese reale, il silenzio dell’establishment

Stop al genocidio. Un appuntamento. Un’ora: le dieci di sera. E nessun luogo convenuto. Dove trovarsi? Ovunque, nell’Italia dei margini. All’appello hanno risposto, nel silenzio dei media, centinaia di parrocchie, di comuni, di chiese, di associazioni, di cittadine e cittadine. Con campane e non solo, perché Gaza non sia abbandonata nel silenzio.

Su Gaza basta ambiguità! Lettera alla presidente del Consiglio di 34 ex diplomatici

“L’orrore perpetrato a Gaza nei confronti di civili inermi, qualificabile come pulizia etnica, non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodifesa. Non bastano le parole. Servono gesti politico-diplomatici concreti a cominciare dalla sospensione di ogni cooperazione militare con Israele e dal riconoscimento dello Stato di Palestina”.