Von Banditen erschossen (su Mattarella e le foibe)
Come cittadino, come storico del nazismo e soprattutto come triestino sono rimasto sconcertato, amareggiato e disgustato dalle dichiarazioni del Presidente Mattarella sulla questione delle foibe.
la politica puntoacapo
Come cittadino, come storico del nazismo e soprattutto come triestino sono rimasto sconcertato, amareggiato e disgustato dalle dichiarazioni del Presidente Mattarella sulla questione delle foibe.
Garantire a tutti il diritto a una vita autonoma e dignitosa: a questo dovrebbe servire il reddito di cittadinanza in società che devono sempre più fare i conti con la penuria di posti di lavoro o, comunque, di lavori in grado di garantire un’esistenza decorosa.
L’annuncio del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, del ritiro degli USA dal trattato INF del 1987 che proibisce le armi nucleari di medio raggio basate a terra è caduto, in Italia, nel disinteresse generale. Brutto segno, ché ciò ci riporta al rischio di una guerra nucleare, magari scatenata per errore…
25 anni fa, in Chiapas, iniziava una nuova stagione che negli anni successivi, da Seattle a Genova, si è sviluppata all’insegna di “un altro mondo possibile”. Sappiamo com’è finita. Ma il crac finanziario del 2008 ha dimostrato quanto fossero fondate quelle analisi. Da lì occorre ripartire per una nuova idea di politica.
Reagire alla cultura dell’odio è possibile (oltre che necessario). Nella storia è accaduto, e con successo. Per esempio con la mobilitazione del popolo danese in difesa degli ebrei dal nazismo. La strada è segnata: uscire dall’indifferenza e riconoscere l’altro con gesti quotidiani capaci di produrre un effetto virtuoso a catena.
Il libro di Benedetto Saraceno, “Psicopolitica”, è un vademecum per chi cerca conforto nella solitudine e nello smarrimento in cui viviamo oggi, o in cui almeno vivono coloro che credono ancora nell’utopia come possibilità di liberazione (Volere la luna, appunto).
«Aiutiamoli a casa loro» è il leitmotiv che cerca di coprire la crudeltà e la disumanità dei respingimenti. Questa lettera di una migrante nigeriana, tratta dal sito Raiawadunia – Cittadini del mondo, ne svela l’ipocrisia e denuncia con drammatica semplicità per chi la situazione dell’Africa è una “pacchia” infinita.
Appunti dal fronte / Riflessioni sull’alienazione oggi / Esperienze / Il lavoro nella società mondo / Nomadi nello spazio / Espropriati del tempo / Lavoro, macchine e democrazia (scritti di: A. Aimar; E. Donaggio; P. Kammerer; F. Ciafaloni; A. Algostino; E. Gliozzi; S. Cappuccio; F. Perini; F. Pastore; T. Ferigo; M. Rigol; R. Barbero; M. Gaddi)
La sottocultura dell’odio è ancora diffusa in ogni parte del mondo. Basta guardare alla semina di morte di migranti. E accade persino che uno Stato che si definisce ebraico vari una legge razziale che discrimina i palestinesi. Senza la denuncia di tutto questo non serve celebrare ogni anno la giornata della memoria.
L’ostentazione di brutalità di Matteo Salvini con la complicità di tutto il governo viola diritto e morale. Va giudicata in un tribunale e punita. Si impone, oggi, una mobilitazione eccezionale, all’altezza della gravità dei tempi. I nuovi chierici di questo infame “culto del truce” vanno fermati.