Il commercio tra l’Asia e il Nord del mondo

La storia del mondo è storia di scambi. Oggi – come già in epoca romana – la Cina guida l’assalto asiatico ai mercati occidentali con esportazioni colossali non compensate dalle importazioni. Gli Stati Uniti, a partire dal primo Trump, hanno intrapreso una massiccia campagna di dazi per frenare i commerci con il Paese asiatico, ma i risultati sono stati scarsi.

Una nuova fase politica in Kurdistan?

Dopo decenni di guerra, si susseguono, in Kurdistan, segnali di distensione. Per la prima volta uno dei partiti di governo tenta un approccio con la resistenza kurda, dopo 43 mesi l’isolamento di Ocalan si attenua, lo stesso Erdogan si dichiara stanco di guerra. Segnali significativi ma, parallelamente, la repressione continua, durissima. Saranno i prossimi mesi a dire se davvero si apre una nuova stagione.

Hezbollah, il Libano e i palestinesi

Il precipitare della situazione in Libano ha ragioni precise. Con i cosiddetti “accordi di Abramo” la causa palestinese è diventata marginale per i paesi arabi e ciò ha prodotto l’assunzione, da parte di Hezbollah, del ruolo di paladino dei palestinesi. Si è così interrotta la sua evoluzione verso politiche compromissorie. Il 7 ottobre e l’occupazione di Gaza, poi, hanno dato una spinta decisiva per una radicalizzazione.

Trump, le radici di una vittoria annunciata

Donald Trump torna alla Casa bianca con la maggioranza del voto popolare, un Congresso repubblicano e la Corte Suprema ultraconservatrice. È l’esito della conquista da parte dei repubblicani del voto del ceto medio impoverito. Eppure nell’establishment americano circolano analisi paradossali che attribuiscono la sconfitta democratica a un eccesso di progressismo dell’amministrazione Biden!

Stati Uniti: ha vinto la rabbia

Donald Trump ha stravinto. Il ceto medio impoverito, stufo di una politica che ha alimentato le disuguaglianze, lo ha votato proprio per i suoi atteggiamenti eversivi e antisistema. E lo hanno votato quote crescenti di neri, di ispanici, di giovani e perfino – nonostante i suoi insulti misogini – di donne. Trump non invertirà la tendenza, e anzi probabilmente la consoliderà, ma, intanto, la rabbia ha vinto e ha minato le basi stesse della democrazia americana.

Gaza e Libano: rovesciare il paradigma

Che cosa deve ancora succedere perché chi può fermi il massacro in atto a Gaza e in Libano e metta fine all’impunità del Governo israeliano, che ormai agisce in aperto spregio al diritto e alle risoluzioni dell’Onu? Nulla, ma quasi tutti i governi occidentali, in primis gli Stati Uniti, si limitano a blande condanne verbali e, intanto, armano Israele. Solo un’alternativa radicale alla violenza potrà porre fine a questa immane tragedia.

Il nome delle cose e gli inganni dell’Occidente

Distribuire qualifiche di terroristi a destra e a manca è un vecchio gioco per giustificare le pratiche più fuorvianti e consentire di evocare la “sicurezza” a giustificazione di ogni guerra. Grazie a questo “gioco”, le aggressioni più brutali e sanguinose sono chiamate legittima difesa ed è proibito chiamare con il suo nome ciò che succede in Palestina (come ieri in Iraq o in Afghanistan).