Angela Dogliotti Marasso, già docente nella scuola media superiore, educatrice e formatrice, da sempre impegnata nel movimento non violento è attiva nel Centro Studi Sereno Regis, di cui è stata anche presidente sino al 2020.
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Come organizzare forme efficaci di opposizione? I cambiamenti sociali e politici più rilevanti sono stati iniziati da frange marginali che hanno saputo aggregare e coinvolgere. Bisogna esserne consapevoli e, poi, costruire una visione di futuro, usare quanto è nella propria disponibilità per sottrarre consenso al potere, realizzare nel momento in cui si lotta pratiche di vita che prefigurino ciò verso cui si tende.
Che cosa deve ancora succedere perché chi può fermi il massacro in atto a Gaza e in Libano e metta fine all’impunità del Governo israeliano, che ormai agisce in aperto spregio al diritto e alle risoluzioni dell’Onu? Nulla, ma quasi tutti i governi occidentali, in primis gli Stati Uniti, si limitano a blande condanne verbali e, intanto, armano Israele. Solo un’alternativa radicale alla violenza potrà porre fine a questa immane tragedia.
Il boicottaggio, teso a sottrare consenso o a danneggiare a livello economico persone, aziende o istituzioni responsabili di comportamenti ritenuti illegittimi, si intreccia con la non violenza e incrocia vicende e personaggi fondamentali nella storia: la rivolta delle colone americame, il Sudafrica, l’India, Gandhi, la Nestlé, la Nike… E, oggi, Israele.
Il terribile attentato di Mosca si inserisce in una situazione internazionale bloccata nella quale l’unico paradigma in campo, dall’Ucraina a Gaza, è lo scontro armato, fino alla vittoria. Variano, tra le parti, le valutazioni sulle responsabilità, non le prospettive di soluzione dei conflitti. Eppure, se non saranno messi in capo strumenti alternativi nonviolenti, l’esito non potrà che essere la reciproca distruzione.
Senza i conti con la storia non ci sarà pace a Gaza e in Cisgiordania. In Israele prevalgono il “partito del controllo” (sull’intero territorio dal Giordano al mare) e quello, ancor più radicale, “dell’apartheid”. C’è però anche, seppur minoritario, un “partito dell’uguaglianza”, che, con diverse prospettive, propone una soluzione di pari dignità e diritti per israeliani e palestinesi. Da lì occorre partire. È l’unica possibilità.
Cosa propone il Governo in questo momento di difficoltà economica e sociale? Di spendere, nel 2021, sei miliardi di euro in nuovi sistemi d’armi (cacciabombardieri, fregate, carri armati, missili, sommergibili…). A fronte, la proposta di Rete italiana Pace e Disarmo e di Sbilanciamoci! di una moratoria dell’aumento delle spese militari