Siria, frontiere innaturali e insanguinate

La configurazione del Medio Oriente fatta dalle potenze coloniali nel ’900 ha creato le divisioni alla base dei conflitti odierni. Dopo anni di repressione e guerre, la Siria rischia di essere smembrata dalle forze che se ne contendono i territori. Per ora l’unico fatto certo è che aerei israeliani bombardano impunemente la Siria e le loro truppe occupano altre terre aldilà del Golan per non restituirle mai più, in spregio alle Nazioni Unite.

I dazi di Trump creeranno caos e crisi

Trump annuncia l’imposizione di forti dazi sulle merci straniere, in particolare su quelle di Cina, Messico e Canada. L’incertezza sulle mosse effettive rispetto ai proclami, con i quali si preannuncia una politica di rilancio dell’industria del Paese, è molto elevata. Ma se alle parole seguiranno i fatti, i risultati saranno probabilmente molto negativi per il mondo e per gli stessi Stati Uniti.

La Siria e le incerte prospettive delle minoranze

La caduta del sanguinario regime di Assad, propiziata da un gioco di squadra tra Tel Aviv e Ankara, apre per la Siria prospettive incerte. In particolare per le minoranze. L’uomo forte del nuovo regime, al-Jolani, è, infatti, un fondamentalista salafita su cui ancora pende una taglia Usa di 10.000 dollari e la Turchia, sua mentore, cerca di cogliere l’occasione per cancellare la presenza kurda nel Rojava e annetterne il territorio.

Ricordiamoci di Rojava!

Non ha senso fare gli indovini su cosa succederà in Siria, in una situazione che sta rimescolando i profondi disequilibri già esistenti. Ma è chiaro il pericolo che corre l’esperienza civile e democratica di Rojava e del popolo kurdo, sotto attacco da parte delle milizie filoturche e della stessa Turchia. Spetta anche alla comunità internazionale, oggi in preoccupante silenzio, preservarla e salvaguardarla

Onu: il potere di veto e l’ordine degli Stati Uniti

Chi avrebbe detto, all’atto della sua istituzione, che l’Onu sarebbe diventata insignificante nello scacchiere geopolitico e avrebbe potuto addirittura essere definita ”una cricca antisemita”? Eppure è accaduto. Certo, ha giocato l’atteggiamento degli Stati Uniti, ma lo si poteva intavedere da subito, nella previsione del potere di veto, segno di un organismo costituito a uso e consumo dei vincitori della guerra.

Siria. Un nuovo massacro del popolo curdo

Dal 26 novembre, la regione di Aleppo è al centro di un’escalation militare senza precedenti, con l’offensiva congiunta delle milizie islamiste di Hay’at Tahrir al-Sham e dell’Esercito Nazionale Siriano sostenuti dal Governo turco. Riprende il massacro e l’esodo di civili e, soprattutto, dei curdi rifugiatisi nella regione. È a rischio la stessa esistenza del popolo curdo. Solo la solidarietà internazionale può salvarlo.

La Corte Penale Internazionale, le regole, l’ipocrisia dell’Occidente

Le reazioni di rigetto (esplicito e implicito) al mandato d’arresto contro Benjamin Netanyahu e il suo ex Ministro della Difesa Yoav Gallant evidenziano le contraddizioni e l’ipocrisia dell’Occidente. Per i Governi degli Stati Uniti e dell’Europa, quel che vale per Putin non vale per Netanyahu. Eppure i princìpi e le regole del diritto internazionale dei diritti umani hanno senso solo se universali, altrimenti è razzismo.

“Difendi la Corte Penale Internazionale”

La Corte Penale Internazionale (CPI) è una pietra miliare della costruzione di un mondo più giusto, pacifico e democratico. Per questo i 124 Stati che ne hanno ratificato lo statuto sono tenuti a rispettarne ed eseguirne le decisioni. Anche quelle che riguardano Netanyahu e Gallant, primo ministro ed ex ministro della difesa di Israele. L’alternativa è il cedimento alla legge del più forte, al dominio dell’illegalità.

Öcalan: un’apertura significativa ma contraddittoria

L’autorizzazione all’incontro di Öcalan con il nipote Omer, dopo oltre quattro anni di isolamento, è parso un segnale di distensione. Ma subito è arrivata la smentita, con l’attacco dell’esercito turco in Rojava. In realtà la Turchia ha problemi sociali, economici e politici sempre più gravi e cerca di dirottare l’attenzione del popolo sul nazionalismo. Ma senza soluzione del problema curdo non ci sarà pace in Turchia.

Gli Stati Uniti e il futuro della democrazia

Difficilmente Trump manterrà le promesse elettorali. Ma ciò, lungi dal rilanciare i democratici, cementerà il movimento fondato sul suprematismo bianco e sulla negazione radicale del valore dell’uguaglianza, in un’accezione individualistica della libertà. È l’estremo tentativo di tenere in piedi il sistema capitalistico che, se non troverà ostacoli, diventerà una valanga distruttrice del sistema in cui siamo inseriti.