Carla Gagliardini fa parte del direttivo dell’Associazione Verso il Kurdistan ODV

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Turchia. Liberare Ocalan per costruire la pace

I colloqui, iniziati nello scorso dicembre, tra Ankara e Abdullah Ocalan hanno aperto spiragli di pace per il Kurdistan. Ma le speranze sono ogni giorno spente dai bombardamenti turchi sul Rojava e dal perdurare di una durissima persecuzione politica degli oppositori filo kurdi. A questo punto per avviare davvero un percorso verso la pacificazione non c’è che una strada: la liberazione di Ocalan.

Il Medio Oriente brucia

Il Medio Oriente brucia: la distruzione di Gaza continua e proseguono le rappresaglie di Israele in Libano, i missili di Tel Aviv uccidono, a Beirut e a Teheran, i leader di Hezbollah e di Hamas. Siamo sull’orlo del precipizio, perché l’Iran (toccato anche direttamente) e i suoi alleati non staranno a guardare. È chiaro che, per spegnere l’incendio, è necessario fermare il genocidio a Gaza. Ma qual è la strategia degli Stati Uniti?

Il genocidio rimosso del popolo ezida

Dieci anni fa, nel nord ovest dell’Iraq, al confine con la Siria e la Turchia, l’Isis consumò un vero e proprio eccidio del popolo ezida, nel silenzio o con la complicità degli Stati vicini. In difesa degli ezidi si schierarono solo il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e le unità di resistenza curde del Rojava (YPG e YPJ). Ancora oggi la persecuzione continua. Per gli ezidi e la loro sopravvivenza è una corsa contro il tempo.