Non dimenticare Öcalan

Sono 26 anni che Abdullah Öcalan è prigioniero in isolamento nell’Isola di Imrali e da 42 mesi non si hanno sue notizie. La preoccupazione per la sua salute si accompagna a quella per il popolo curdo alla cui causa, insieme a quella delle donne e della pace, Öcalan ha dedicato la propria vita. Per ottenere la sua liberazione è necessaria una forte pressione internazionale e anche l’Italia deve fare la sua parte.

Israele, l’Occidente e il trionfo della barbarie

Israele sta realizzando un cambio di paradigma che ci riguarda tutti. Fino all’inizio del millennio l’Occidente riconosceva, seppur strumentalmente, che l’esercizio della violenza aveva un limite nelle regole del diritto. Oggi quel limite è caduto. Il desiderio di annientamento dell’altro non ha più alcuna legge a cui riferirsi. La violenza della “civilizzazione” è stata sostituita dalla barbarie dell’Occidente e della sua inciviltà.

Brandeburgo

La strada in salita di chi ha vinto in Brandeburgo

Vittoria di Pirro del socialdemocratico Dietmar Woidke su AfD, tracollo dei Verdi che pagano il loro bellicismo, affermazione del BSW di Sahra Wagenknecht, la vera sorpresa di queste tornate elettorali su cui occorrerà riflettere a lungo, arrivata davanti alla CDU umiliata come mai prima. La Germania è un laboratorio che mette in primo piano la lotta contro le politiche neoliberali e belliciste e i conflitti sul terreno del lavoro.

Il sorpasso del Sud del mondo: le prime tappe

Anche se non ce ne accorgiamo (o lo rimuoviamo), il peso dell’Occidente è sempre più ridotto. I paesi del Sud del mondo comprendono, ormai, più di sette miliardi di persone (contro un miliardo di quelle del Nord) e, sul fronte economico, rappresentano il 60% del PIL mondiale. Il peso dei paesi del Sud, inoltre, continua a crescere. Il relativo percorso non è cominciato oggi ma ha attraversato alcune tappe fondamentali.

La guerra e l’accantonamento del fattore umano

Sulle sofferenze e le morti nella guerra in Ucraina (50-60mila al mese per ciascuna delle due parti) regna il silenzio più assoluto. Il totale delle perdite subite dalla sola Ucraina in oltre due anni di guerra si avvicina al totale delle perdite dell’Italia nella Grande guerra. Un’intera generazione è stata distrutta. Il sangue ucraino si sta esaurendo, ma anziché fermarsi si pensa di ricorrere ai donatori di sangue alleati.

Gaza e Ucraina: va in scena il suicidio dell’Europa

Le classi dirigenti europee stanno consumando un suicidio politico ed economico. La prosecuzione della guerra in Ucraina “fino alla vittoria” e il massacro senza fine a Gaza e in Cisgiordania sono coerenti alla politica imperiale degli Stati Uniti ma condannano l’Europa all’irrilevanza esterna mentre, nei singoli Stati, deperisce la democrazia e crescono la repressione del dissenso e la manipolazione dell’informazione.