Il “lavoro sporco” di Israele e la terza guerra mondiale

L’affermazione compiaciuta del cancelliere tedesco Merz secondo cui “Israele sta facendo il lavoro sporco per noi”, accolta senza obiezioni da tutti i paesi europei, seppellisce il principio ordinatore delle relazioni internazionali e rivendica la legge della giungla. Finisce la favola della democrazia e del diritto internazionale, svanisce ogni differenza tra aggressore e aggredito. La “regola” è solo quella della forza.

Gaza. Chiamare il genocidio con il suo nome

Dobbiamo chiamare genocidio il genocidio. Per onorare i morti: uccisi anche in culla solo perché palestinesi. Nascondere questa terrificante evidenza non è difendere la memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo. Al contrario. Ci siamo detti che se Auschwitz fosse stato sotto gli occhi del mondo, il mondo sarebbe insorto. Oggi accade di nuovo: senza che il mondo insorga e nella complicità dei nostri governi.

Il referendum sulla cittadinanza non è stato un errore

Il referendum sulla cittadinanza non ha raggiunto il quorum e il Sì i è fermato al 65% dei votanti, mostrando opposizione o diffidenza anche nell’elettorato di centrosinistra. Non è una sorpresa date le difficoltà economiche del paese e l’inesistenza di un dibattito pubblico accettabile. In questo quadro il referendum ha avuto il pregio di porre una questione che non può essere ignorata.

Referendum: come disarmare l’astensione

La sconfitta referendaria impone una riflessione sulll’orientamento della società e sullo stato di salute del sindacato. Ma anche sui meccanismi dell’istituto referendario, snaturati da una astensione strutturale. Per combatterla basterebbe prevedere che il referendum è valido e la proposta approvata se i Sì sono almeno un quarto più uno del corpo elettorale (com’è ora), indipendentemente dal numero dei votanti.

Medio Oriente: armi nucleari e altre armi di distruzione di massa tra bugie e realtà

Il bombardamento dei siti nucleari iraniani e l’uccisione intenzionale degli scienziati iraniani impegnati nella ricerca nucleare sono ulteriori passi verso la barbarie. Non solo, ma essi sono “giustificati” da affermazioni false. E ciò mentre nessuno chiede conto a Israele del suo arsenale nucleare, costruito con inganni, bugie e complicità occidentali.

Palestina: un genocidio in nome di Dio

Ci sono, nell’informazione sul genocidio in atto in Palestina, due omissioni gravissime. La prima riguarda il fatto che quello di Israele è, a differenza del colonialismo classico, un “colonialismo d’insediamento” che non si limita a sfruttare i nativi ma li caccia dai loro territori. La seconda è l’occultamento della circostanza che la cacciata dei palestinesi e il loro genocidio sono realizzati, ed è la cosa più terribile, in nome di Dio.

Stati Uniti: senza re e senza tiranni

Con una singolare iniziativa molti cittadini statunitensi residenti o dimoranti all’estero di sono uniti alle proteste in atto in patria contro la deriva autoritaria impressa dal presidente Trump. “Rifiutiamo – è il messaggio diffuso – di allinearci a queste politiche totalitarie e dittatoriali di censura, discriminazione e crudeltà, perché stanno smantellando e avvelenando la democrazia”.

L’Asia Centrale tra la Russia, la Cina e gli altri

I paesi dell’Asia Centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan), ricchi di storia e di materie prime, sono stati, negli ultimi tre secoli, sottoposti al dominio zarista e, poi, inglobati nell’Urss. Oggi, dopo l’indipendenza, si districano tra la Russia, con cui permangono antichi legami, e la Cina, sempre più presente nell’area, mentre gli Usa, l’UE e la Turchia cercano di inserirsi nel gioco.