Il 14 giugno è stato proclamato, dall’opposizione sociale statunitense, giornata contro la tirannia e contro i re, con esplicito riferimento al presidente Trump e alla sua amministrazione. Manifestazioni pacifiche, e tuttavia spesso interrotte o caricate dalla polizia, si sono svolte in tutto il Paese. Anche molti cittadine e cittadini statunitensi abitanti all’estero hanno partecipato con presidi ad hoc all’iniziativa, diffondendo ai presenti e ai media un comunicato esplicativo. Di seguito pubblichiamo quello diffuso a Torino in piazza Carignano. (la redazione)
Oggi, 14 giugno, è stata proclamata una giornata internazionale di azione e mobilitazione di massa in risposta ai crescenti eccessi autoritari e alla corruzione dell’amministrazione Trump. Solo negli Stati Uniti, e in tutti i 50 stati, ci saranno circa 2.000 manifestazioni e tantissime altre in giro per il mondo.
Stiamo assistendo alla repressione della libertà di parola/di espressione/di pensiero. Stiamo assistendo alla detenzione, per via delle loro opinione politiche, sia di cittadini legalmente residenti negli USA sia di turisti. Stiamo assistendo alla deportazione in prigioni straniere di persone che non hanno commesso alcun crimine e senza seguire alcuna procedura legale. Stiamo assistendo a un’aperta sfida nei confronti del potere giudiziario. Tutto ciò mentre l’amministrazione continua a servire e arricchire i propri alleati miliardari.
Oggi, giorno del suo compleanno, il presidente Trump utilizzerà fondi pubblici dei cittadini statunitensi per tenere una parata militare a Washington, DC, e mettere in scena una volgare esibizione di forza. Noi ci rifiutiamo di stare a guardare tutto ciò passivamente. Duecentocinquanta anni fa, il 14 giugno 1775, il Congresso continentale creò l’esercito degli Stati Uniti per opporsi a un monarca che rivendicava un potere assoluto. Ora, duecentocinquanta anni dopo, Trump vuole trasformare quell’eredità in una celebrazione di se stesso come manifestazione di forza, prepotenza e prevaricazione – e noi dobbiamo opporci.
Donald Trump cerca di delegittimare la stampa definendola fake news. Minaccia illegalmente di negare i fondi alle università e alle aziende che non smantellano i loro programmi di Diversity Equity and Inclusion (DEI) o che rifiutano di allinearsi agli obiettivi politici e ideologici della sua amministrazione. Trump minaccia di negare visti agli studenti stranieri e chiede il licenziamento dei professori che non gli si sottomettono. È arrivato addirittura a utilizzare la forza militare per fermare proteste pacifiche. ll voler ridurre al silenzio e le minacce aperte sono gli strumenti dei dittatori e non fanno parte di una democrazia. Rifiutiamo di allinearci a queste politiche totalitarie e dittatoriali di censura, discriminazione e crudeltà, perché stanno smantellando e avvelenando la democrazia.
Oggi ci uniamo in tutto il mondo per respingere la corrotta politica degli uomini forti. La Costituzione degli Stati Uniti dà il potere al popolo, non a un aspirante dittatore e a un’amministrazione che concede grazie e contratti governativi in cambio di denaro, negando a tutti – a cittadini, residenti e a chi visita gli Stati Uniti – i loro fondamentali diritti umani e le loro libertà civili. Questo va ben oltre il disaccordo politico. É un vero e proprio attacco alla democrazia, allo stato di diritto e alle libertà civili. Di fronte a un sistema che ci vuole complici, silenziosi e ubbidienti, la nostra risposta è piuttosto la disobbedienza e la resistenza.
Se conoscete cittadini statunitensi che vivono all’estero, per favore fategli sapere che possono registrarsi e votare alle elezioni federali degli Stati Uniti. www.VoteFromAbroad.org
