Nello Rossi, già magistrato, è attualmente vicepresidente del Tribunale permanente dei popoli e direttore della rivista "Questione giustizia"

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La destra e il diritto penale dell’insicurezza

L’obiettivo della destra è un diritto penale illiberale, piegato alle diverse emergenze, esteso all’infinito, segnato da una marcata criminalizzazione di migranti, marginali e ribelli e da un’ampia impunità per i poteri forti. È, a ben guardare, un diritto che accresce, anziché ridurre, l’insicurezza sociale ma rappresenta il necessario complemento dei progetti di revisione dell’assetto istituzionale in senso autoritario.

La data del referendum: impedire un colpo di mano del Governo

Secondo una corretta interpretazione della Costituzione, il referendum sulla riforma della giustizia non può essere fissato prima del 22 marzo. Ma il Governo teme che una campagna elettorale adeguata smonti la sua narrativa trionfalistica della riforma e propone di anticiparlo. Uno dei modi per impedirlo è costituire un comitato promotore del referendum da parte dei cittadini che lanci la prevista raccolta di firme.

Liberi di vivere, liberi di morire

Affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell’eutanasia è una necessità avvertita in modo diffuso. Con il corollario della previsione di una assistenza di strutture pubbliche al momento della morte volontaria. Mentre in diversi Paesi è stata introdotta una regolamentazione al riguardo, la situazione in Italia resta caratterizzata da una notevole dose di ipocrisia e da un’intollerabile inerzia del Parlamento.

Il Superbonus tra rilancio dell’economia e frodi

La concreta esperienza del superbonus, che prevede una detrazione del 110% per gli interventi in edilizia e consente la cessione e la commercializzazione dei relativi crediti di imposta, ha evidenziato un elevato rischio di frodi. E già ci sono risvolti giudiziari con il sequestro, da parte della Procura di Roma, di crediti di imposta fittizi per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro. 

L’impasse del fine vita: l’aiuto a morire tra referendum e legge

La vicenda di “Mario”, il primo malato in Italia ad aver ottenuto il via libera per l’accertamento delle condizioni che consentono l’aiuto al suicidio e un parere favorevole del Comitato etico, ripropone in modo pressante il tema della disciplina del “fine vita” su cui si intrecciano un possibile referendum di incerta portata e un confronto parlamentare all’apparenza senza sbocchi.