Gianfranco Schiavone, studioso delle migrazioni internazionali, è presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà-Ufficio Rifugiati. Tra i fondatori del sistema SPRAR-Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, è stato vice presidente nazionale dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione. È autore di numerose pubblicazioni in tema di diritto dell’immigrazione e protezione internazionale e coautore di "Il diritto d’asilo. Report 2017" (a cura della Fondazione Migrantes, TAU, 2017).

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Il Parlamento Europeo uccide il diritto di asilo

Il 10 febbraio il Parlamento Europeo ha votato due proposte normative che dilatano la nozione di Paese terzo sicuro a cui è possibile delegare l’esame di una domanda di asilo presentata alla frontiera o nel territorio di uno Stato dell’Unione nonché un elenco di Paesi considerati sicuri. È la scelta più estremista fatta in Europa sul diritto d’asilo che, pur formalmente conservato tra i diritti fondamentali, viene in concreto scardinato.

Il decreto flussi: l’ennesima truffa delle etichette

Il decreto flussi predisposto dal Governo è uno strumento inadeguato e irrazionale. Non solo per il numero assolutamente insufficiente di lavoratori stranieri che potranno essere assunti, ma anche per una serie di incongruenze interne e perché si fonda sul presupposto fallace dell’incontro a distanza tra datore di lavoro e lavoratore. L’esito sarà l’aumento delle finte assunzioni e una emersione incontrollata di lavoro nero.

Il referendum sulla cittadinanza non è stato un errore

Il referendum sulla cittadinanza non ha raggiunto il quorum e il Sì i è fermato al 65% dei votanti, mostrando opposizione o diffidenza anche nell’elettorato di centrosinistra. Non è una sorpresa date le difficoltà economiche del paese e l’inesistenza di un dibattito pubblico accettabile. In questo quadro il referendum ha avuto il pregio di porre una questione che non può essere ignorata.

Centri per migranti in Albania: di male in peggio

Il fallimento dei centri costruiti in Albania per il trattenimento di richiedenti asilo le cui domande sono esaminate con procedura accelerata non potrebbe essere più clamoroso. Per riguadagnare credibilità il Governo corre ai ripari e vara un decreto legge con cui li trasforma in centri per il rimpatrio. Ma il rimedio è peggiore del male: la soluzione è in evidente contrasto con il diritto europeo e rischia nuove bocciature.

Decreto flussi, la riforma che non cambia (quasi) niente

L’ennesimo decreto immigrazione del Governo Meloni è un insieme di norme eterogenee e disorganiche. Per quanto riguarda gli ingressi per lavoro, esso introduce alcune modifiche potenzialmente positive ma elude la questione di fondo dell’irrazionalità dell’attuale sistema fondato sull’incontro a distanza tra domanda e offerta e della necessità di prevedere la possibilità di ingresso per “ricerca di lavoro”.

Il protocollo Italia-Albania: confinare i rifugiati e svuotare il diritto d’asilo

La questione dell’apertura dei centri per migranti in Albania, pur imminente, è uscita dai radar. A torto, ché l’operazione comporta l’abbattimento di diritti fondamentali. I richiedenti asilo dirottati in Albania infatti, a differenza di quelli rimasti in Italia, saranno detenuti nei centri, senza alternative, lungo tutta la procedura.

L’accordo Italia-Albania sui migranti: uno spot illegittimo e impraticabile

La presidente del Consiglio vanta come un grande successo il protocollo stipulato con l’Albania per il trattenimento di un consistente numero di richiedenti asilo in centri costruiti in territorio albanese. Si tratta, peraltro, di un accordo illegittimo e impraticabile che si inquadra nel risalente tentativo dell’Italia di esternalizzare le frontiere. Insomma niente più che uno sgradevole spot pubblicitario.