Alfonso Gianni, saggista e studioso di problemi economici, è stato parlamentare e sottosegretario allo Sviluppo economico nel secondo Governo Prodi. È attualmente direttore di "Alternative per il socialismo", rivista fondata da Fausto Bertinotti.

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Il passo avanti dei BRICS

Il summit dei BRICS di Rio de Janiero segna una svolta. Un blocco in forte crescita economica e alternativo all’Occidente promuove il suo progetto strategico per rafforzare il Sud globale, riformare istituzioni come il Consiglio di sicurezza dell’ONU, realizzare pace e sostenibilità climatica, intaccare il primato del dollaro negli scambi commerciali. Va preso sul serio in questa epoca di transizione egemonica globale.

Referendum: come disarmare l’astensione

La sconfitta referendaria impone una riflessione sulll’orientamento della società e sullo stato di salute del sindacato. Ma anche sui meccanismi dell’istituto referendario, snaturati da una astensione strutturale. Per combatterla basterebbe prevedere che il referendum è valido e la proposta approvata se i Sì sono almeno un quarto più uno del corpo elettorale (com’è ora), indipendentemente dal numero dei votanti.

Crisi dell’auto: non solo Stellantis

Non è solo Stellantis. Tutte le industrie automobilistiche europee sono in crisi. Per uscirne non serve, come si continua a sostenere, rallentare la riduzione delle emissioni di CO₂. Occorre, più radicalmente, esplorare nuovi orizzonti, scrollarsi di dosso la sudditanza nei confronti degli Usa e aprire relazioni positive e accordi di collaborazione fra produttori con la Cina, l’Asia e l’alleanza dei Brics.

La sinistra necessaria: nuovi soggetti e nuove forme organizzative

La vera novità politica dell’anno in corso, in Europa, è stata la vittoria della gauche in Francia, sulla base di un programma effettivamente di sinistra. Da quella lezione occorre partire, in un processo costituente aperto, rivolto ai movimenti e alle forze politiche organizzate, capace di stabilire percorsi comuni di ricerca e di lotta e di inventare nuove forme di organizzazione e di comunicazione senza ansie governiste.

Si apre una stagione referendaria: non c’è posto per “pontieri”

I referendum non piacciono alla destra (e non ad essa soltanto). Mentre c’è chi si affanna a sostenere l’inammissibilità di una consultazione popolare sull’autonomia differenziata, altri mettono le mani avanti per aggiungere voti a quelli già pacifici per il premierato, in modo da evitare il referendum “confermativo”. Ma i “pontieri” intorbidano solo le acque. Sul premierato non c’è mediazione possibile.

L’Europa, la sinistra e la necessità di pensieri lunghi

Senza radicamento sociale la sinistra non esiste, ma cercare quel radicamento nei confini dei singoli Stati è illusorio e sbagliato. I grandi temi della sinistra, dalla pace alla lotta contro le alterazioni climatiche e il capitalismo che le produce, hanno una inevitabile dimensione sovranazionale. Lo stato di salute della sinistra in Europa è demoralizzante, ma non lo si cura senza pensieri lunghi e un po’ di utopia.

Il rating dell’Italia salvato dai pensionati

Il duo Meloni-Giorgetti tira un sospiro di sollievo. L’Italia è passata sotto le forche caudine del rating delle maggiori agenzie sostanzialmente incolume, anzi con qualche miglioramento. Ciò grazie a scelte di bilancio all’insegna dell’austerity, con una particolare cattiveria nei confronti dei pensionati e del settore sanitario. In parole povere, i pensionati salvano il rating del Paese ma non vengono premiati, bensì puniti.

Per non fare afflosciare il soufflé. Spunti per un nuovo soggetto della sinistra

Dopo tante occasioni perdute si ripropone la necessità di costruire un soggetto politico di sinistra. Ci vuole un processo costituente che, peraltro, non può partire né dal Pd, né dal M5Stelle, né dai frammentati, seppur talora vitali, movimenti di lotta. Occorre creare le precondizioni di quel processo: la convergenza su alcuni punti programmatici comuni e, soprattutto, il superamento della separazione tra politica e cultura.

Per la Costituzione ma anche contro la guerra

Le elezioni si avvicinano. Si possono cercare, per i collegi uninominali, soluzioni tecniche o escamotages finalizzati a contrastare la vittoria della destra. Ma occorre, insieme, individuare, per il proporzionale, una proposta politica chiara e ben definita che si collochi a sinistra del Pd. Una proposta che affianchi alla difesa intransigente della Costituzione l’esplicito rifiuto della guerra in corso.