La Milano da bere si è ubriacata di liberismo

La storiaccia che scuote Milano è l’epilogo della vicenda, iniziata negli anni Ottanta, che ha cancellato l’urbanistica (intesa come veicolo per una città a misura d’uomo), sostituendola con la liberazione da lacci e lacciuoli in vista dell’edificazione di un’avveniristica città per ricchi. Una follia insostenibile, fondata anche su favori e compiacenze tra “quelli che contano”, che ha sedotto la sinistra non solo a Milano.

Europa sotto assedio: non è solo una questione di dazi

I diktat di Trump sui dazi obbligano Bruxelles a scegliere tra subire passivamente o rilanciare una strategia di autonomia economica e geopolitica. L’Europa, infatti, è anche un fornitore essenziale per l’economia Usa e ha, dunque, carte da giocare. E, poi, ci sono aperture possibili alle economie emergenti dei Brics. Ma le imbelli leadership europee non sembrano in grado di giocare questa partita.

Il passo avanti dei BRICS

Il summit dei BRICS di Rio de Janiero segna una svolta. Un blocco in forte crescita economica e alternativo all’Occidente promuove il suo progetto strategico per rafforzare il Sud globale, riformare istituzioni come il Consiglio di sicurezza dell’ONU, realizzare pace e sostenibilità climatica, intaccare il primato del dollaro negli scambi commerciali. Va preso sul serio in questa epoca di transizione egemonica globale.

Una rapina chiamata libertà

È stata la parola d’ordine della Rivoluzione francese, dei popoli che cercavano di liberarsi dal colonialismo e l’ideale della lotta contro fascismo e nazismo. Che tristezza vedere la parola libertà usata come bandiera dai privilegiati per giustificare il diritto di opprimere, di portare armi, di arricchirsi sulle spalle degli altri, di fare affari che creano miseria o devastano il pianeta. Abbiamo bisogno di riaprire il concetto di libertà.

Morte e apologia dell’universalismo

Srebrenica e Gaza, dove l’Onu e il diritto internazionale sono morti, devono toccarci nel profondo. La sinistra ha sempre diffidato dell’universalismo. E con buone ragioni. Ma ora che esso e le sue istituzioni sono morte, nessuno può fermare la violenza indiscriminata dei nazionalisti. Davvero possiamo continuare a diffidare dell’universalismo, mentre siamo circondati dai nazionalismi?

La viltà sionista e i suoi oppositori

Il sionismo aggiunge alla crudeltà e al cinismo la viltà. Ne è espressione il ricorso del Governo di Tel Aviv all’alleato americano per chiedere la testa di Francesca Albanese, rapporteur delle Nazioni Unite, rea di aver documentato il genocidio in atto a Gaza. Per fortuna non tutti gli Ebrei sono sionisti e in molti si stanno organizzando per chiedere che Israele diventi uno Stato laico, democratico, multietnico e multireligioso.

Il genocidio di Sebrenica e quello di Gaza

C’è un filo nero che collega i massacri di Sebrenica di 30 anni fa con quelli dell’esercito israeliano a Gaza. Si tratta, in entrambi i casi di genocidi dettati dall’intento di annientare un gruppo etnico. Ma, mentre il genocidio di Sebrenica è stato sanzionato dalla comunità internazionale, quello di Gaza è impunito anche se realizzato in modo ancora più atroce condannando persino i bambini a morire di fame e di sete.