Vivere, e morire, dalla parte “sbagliata”

C’è nel Paese una crescente abitudine al sopruso di chi si sente dalla parte giusta e non riconosce come persona chi sta dalla parte considerata sbagliata, che può essere oggetto di ogni vessazione. Si inquadrano in questo schema le vicende del gioielliere pistolero di Grinzane e della morte provocata di Abderrahim Fakir con relativi commenti. A fronte di ciò anche le voci di chi s’indigna risultano deboli e timorose.

Non diffamiamo il Far West

Anche questa volta, a margine della condanna del gioielliere condannato per avere ucciso due rapinatori in fuga, arriva l’evocazione: “Vogliamo diventare come il Far West?”. È, peraltro, un riferimento ingiusto. Persino nel Far West infatti – sia nella realtà che nel mito cinematografico – si poteva uccidere senza conseguenze solo se l’altro aveva “estratto per primo”; altrimenti si rischiava la forca.

Le civiltà e la storia. Il teatro di Lemi Ponifasio

“Star returning-Venice” dell’artista samoano Lemi Ponifasio, presentato alla Biennale Teatro di Venezia, è uno spettacolo complesso in cui si alternano immagini modernissime e surreali, danze corali e canti caratterizzati da un’acutezza tonale straordinaria, creazione di uno spazio rituale e cerimoniale. Il tutto funzionale a un’unione e a un dialogo, esteso all’attualità, tra civiltà moderne e cosiddette primitive.

In piedi, sdraiati!

È vero, l’epoca delle forti appartenenze è finita e le ragazze e i ragazzi che incontriamo sono disincantati rispetto alla dimensione tradizionale della politica. Ma dobbiamo, per questo, considerare irreversibile il venir meno del rapporto tra movimenti e iniziative dal basso e livello istituzionale? Non lo credo. Quel rapporto è stato, in altri periodi, intenso e fecondo. Forse si può riprovare. In piedi, quindi, “sdraiati”!

Il sogno della destra: licenza di uccidere

La mobilitazione istituzionale a sostegno del gioielliere di Grinzane Cavour condannato, in via definitiva, alla pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori in fuga si fa sempre più intensa e fuorviante. Da essa emerge un disegno della destra che va oltre la vicenda specifica e prevede un attacco al ruolo del presidente della Repubblica e una ristrutturazione del diritto penale centrata sulla tutela della proprietà.

Iniziative che spingono a odiare le biciclette

Tutto cambia, anche le biciclette. Da tempo abbondano i veicoli a pedalata assistita o e-bike. E passi. Ma subito solerti amministratori, spesso amici dei titolari di imprese di movimento terra e affin, hanno cominciato a costruire o a proporre improbabili ciclovie o piste montane, naturalmente con percorsi nuovi e non valorizzando l’esistente. In questo strano paese arriveranno persino a farci odiare le biciclette.

Povertà economica e povertà sanitaria

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta.

Tra Libano e Israele un accordo asimmetrico e impraticabile

L’accordo negoziato tra Libano e Israele escludendo Hezbollah sta accentuando le divisioni tra le forze politiche libanesi, col rischio di condurre a una nuova guerra civile. Il ritiro israeliano è, infatti, subordinato a condizioni irrealizzabili e alla rinuncia, da parte del paese aggredito, della possibilità di rivolgersi a tribunali internazionali per ottenere giustizia. Nel frattempo, i bombardamenti di Israele continuano.

Idee e progetti per un’altra Europa

L’Europa rischia di essere spazzata via dalle ambizioni geopolitiche degli Stati Uniti (che le hanno delegato un’anacronistica guerra alla Russia) e dalla subalternità della sua leadership. Non si uscirà da questa situazione senza una proposta di alto profilo che miri a fare dell’Europa un luogo di diritti per tutti e con passaggi intermedi ineludibili come una trattativa realistica per la fine della guerra in Ucraina.

Petrolio italiano per le forze armate israeliane

Il genocidio di Gaza da parte dell’esercito israeliano non sarebbe possibile senza rifornimenti di carburante o petrolio greggio da parte di Paesi esteri. I fornitori sono, dunque, complici del genocidio. Tra loro, l’Italia che ha inviato centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio e altri combustibili ad aziende israeliane collegate alla filiera di approvvigionamento energetico delle Forze armate di Tel Aviv.