Moreno Biagioni, impegnato dal secolo scorso nel movimento antirazzista, antifascista e pacifista fiorentino, fa parte della Rete Antirazzista, del Comitato "Fermiamo la guerra", della Rete Antifascista di San Jacopino-Puccini-Porta al Prato.
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La pace è a rischio, a livello planetario, come mai negli ultimi decenni. E Firenze lancia un appello che si ricollega alla tradizione di Giorgio La Pira, di Mario Primicerio, di padre Ernesto Balducci e di molti altri. Di nuovo “Firenze città operatrice di pace” per un impegno concreto e corale contro il riarmo e per la rinascita di una cultura della non violenza a partire dalle scuole e fino all’invio di ambasciatori di pace nel mondo.
Viviamo tempi tristissimi e intrisi di guerre, di odio, di intolleranza. Anche in Italia il fascismo avanza a grandi falcate. Che fare? Non tralasciare nulla. Anche gli incontri apparentemente autoreferenziali tra realtà affini sono importanti per costruire una base impegno comune, in cui inverare l’affermazione “ora e sempre Resistenza”.
Negli anni ‘60 e ‘70 ci fu, a Firenze, una fioritura di esperienze di auto-organizzazione solidale nel territorio: dai comitati per fronteggiare l’alluvione del 1966 fino ai doposcuola e alle scuole popolari sorte in parrocchie, case del popolo, circoli Arci. Furono roccaforti di democrazia e antifascismo che è interessante ripercorrere.
La scena nazionale e internazionale offre assai pochi elementi di speranza. Occorre reagire, restando umani e coltivando l’utopia di un mondo diverso. Ma non basta dirlo. Bisogna lavorare dal basso, partendo dal “no alla guerra”, perché le realtà sociali, sindacali, di movimento, tutte quelle che si muovono sul terreno dell’impegno solidale, si pongano, accanto alle loro normali attività, questo obiettivo prioritario.
Dal 2012, ogni prima domenica di novembre Firenze è teatro di “Canzoni contro la guerra”, iniziative e canti per la pace, in ideale contrapposizione alle celebrazioni della “vittoria” nella prima guerra mondiale e delle forze armate. L’appuntamento continua e cresce, nella convinzione che un mondo di pace è necessario e possibile.
La festa della Lega di Cultura di Piadena è, ogni primavera, l’occasione per ragionare sul mutualismo e per praticarlo, almeno per qualche giorno, tra canti popolari, convegni e convivialità. Anche quest’anno è stata una boccata di aria fresca tra ricordi del passato delle mitiche Società di mutuo soccorso e apertura a un futuro all’insegna di un “altro mondo possibile”
In Toscana il sistema di potere del PD ha causato una voragine di consensi. Non a caso tutte le città capoluogo, tranne Firenze, sono state conquistate dalla destra. A giugno si voterà a Firenze ma il PD non ha capito la lezione. Di qui la necessità di una proposta alternativa che unisca le diverse forze che vogliono un cambiamento.
A Teano, nel 2010, l’Italia delle tantissime realtà di base si incontrò per avviare la ricostruzione di un’unità del Paese che avesse il collante dell’accoglienza e della solidarietà. Le esperienze di riferimento erano, allora, quelle di Riace e di Caulonia. Negli anni successivi sono prevalse politiche dettate dalla paura e dall’intolleranza. Ma oggi, pur in un contesto sempre più difficile, occorre riprendere quel percorso.
Sono passati più di 30 anni da quando il Consiglio comunale dichiarò Firenze “città operatrice di pace”. Cosa resta di quella stagione? E, soprattutto, che fare oggi? Alcune idee: programmare un Forum permanente per la Pace e, per intanto, organizzare un incontro internazionale per riproporre con forza il cessate il fuoco in Ucraina. All’insegna delle parole di padre Balducci: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.
Con il nuovo millennio il pacifismo e i movimenti per la pace, pur senza riuscire a impedire nuove guerre, si sono fatti più consapevoli. È diventata, in particolare, percezione diffusa la convinzione che la guerra, vero flagello dell’umanità, si evita non solo omettendo di sposarne la cultura e di prepararla con nuove armi ma anche costruendo alleanze con chi opera per l’uguaglianza e la salvaguardia della natura.