Giovanni Principe (Roma, 1947), economista nel campo delle politiche sociali, già primo ricercatore nell’Istituto di Studi e Analisi Economiche (ISAE) e direttore generale dell’Istituto per la Formazione dei Lavoratori (ISFOL) è stato a lungo dirigente di strutture CGIL. Attualmente fa parte del comitato scientifico di “Politiche Sociali” (Il Mulino) e “La Rivista delle Politiche Sociali” (Futura-Ediesse).

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Unire le forze contro la guerra

Il mondo è dominato dalla guerra, non solo praticata ma anche apertamente rivendicata come strumento di soluzione delle controversie. Spetta all’Europa e, in essa, alla sinistra prendere l’iniziativa per costruire una prospettiva diversa. L’Europa è debole e la sinistra divisa ma è possibile individuare un obiettivo unificante: mettere fine alla guerra e ripristinare il dominio delle regole anche a livello internazionale

Alla ricerca della pace in Ucraina. E l’Europa?

La pace in Ucraina, legata agli interessi degli Stati Uniti e agli umori di Trump, è densa di incertezze. In ogni caso, quando interverrà, bisognerà ricostruire un Paese distrutto e, prima ancora, definire garanzie a salvaguardia della sovranità dell’Ucraina. C’è chi propone l’interposizione di un contingente europeo, ma ciò è irrealizzabile senza un protagonismo dell’UE teso anche a ristabilire relazioni pacifiche con la Russia.

Gli Stati Uniti e il futuro della democrazia

Difficilmente Trump manterrà le promesse elettorali. Ma ciò, lungi dal rilanciare i democratici, cementerà il movimento fondato sul suprematismo bianco e sulla negazione radicale del valore dell’uguaglianza, in un’accezione individualistica della libertà. È l’estremo tentativo di tenere in piedi il sistema capitalistico che, se non troverà ostacoli, diventerà una valanga distruttrice del sistema in cui siamo inseriti.

Giorgia e le sue trappole

L’esito elettorale sembra avere dato ulteriore legittimazione a Giorgia Meloni ma, in realtà, la sta mettendo di fronte a pesanti contraddizioni. Il suo presentari come “destra anti-sistema” regge sempre di meno mentre il suo governo si rivela intraneo al sistema e legato al carro dei capitalisti corruttori, della burocrazia di Bruxelles, dei banchieri di Francoforte, dei finanzieri con sede a Lussemburgo e della NATO.

Una necessità per l’Europa: uscire dall’irrilevanza

L’Europa è a un bivio. L’assetto intergovernativo burocratico vigente porta in un vicolo cieco e un ritorno all’Europa delle patrie ne accrescerebbe l’attuale irrilevanza geopolitica. Solo un’autentica autonomia le consentirebbe di esercitare un ruolo nello scacchiere mondiale. Non è una prospettiva congeniale ai liberisti ma anche la sinistra è solo un cantiere in costruzione, mentre siamo sull’orlo del baratro.