La società dell’inganno

Le preferenze sono un inganno, come lo è il maggioritario. Ma l’inganno non è una tattica della politica; è, oggi, la politica. Meloni, Vannacci, Trump non sono degli eroi, ma dei mediocri esecutori. Portano a compimento la civiltà dell’inganno e, senza accorgersene, la congedano definitivamente, perché la svelano nella sua miseria finale. Seguendo un copione rappresentato sullo schermo dall’Ulisse di Nolan.

Chi mette davvero le mani nelle tasche degli italiani?

Negli ultimi anni sta procedendo una sottrazione di ricchezza ai danni dei cittadini e di intere nazioni, molto più profondo rispetto alla promessa di Berlusconi di non mettere le mani in tasca agli italiani. È la corsa agli armamenti, folle e pericolosa, che porterà l’Italia, nel 2028, a una spesa militare di circa il 3,2% del Pil. Nel 2035, poi, essa ammonterà a 498 miliardi con una soglia annua di 145 miliardi (a fronte dei 40 attuali).

Vivere, e morire, dalla parte “sbagliata”

C’è nel Paese una crescente abitudine al sopruso di chi si sente dalla parte giusta e non riconosce come persona chi sta dalla parte considerata sbagliata, che può essere oggetto di ogni vessazione. Si inquadrano in questo schema le vicende del gioielliere pistolero di Grinzane e della morte provocata di Abderrahim Fakir con relativi commenti. A fronte di ciò anche le voci di chi s’indigna risultano deboli e timorose.