Il Pantheon della destra, la subalternità della sinistra

Siamo in questa stretta politica anche perché, a partire dagli anni Novanta, è stata l’estrema destra a imporre la propria visione e la propria agenda: non solo in campo economico-sociale ma, incredibilmente, anche in tema di riforme istituzionali. Basta ricordare il ruolo e le posizioni di Pinuccio Tatarella, Mirko Tremaglia e Gianfranco Miglio. Per cambiare registro occorre affrancarsi da questa egemonia.

Una firma contro l’autonomia differenziata

La raccolta delle firme per indire il referendum abrogativo della autonomia differenziata è in corso da pochi giorni con un successo impensabile. Sono state già raccolte almeno 300mila forma (di cui oltre 200mila online). È la prova del rifiuto corale di questa riforma e della crescente insofferenza nei confronti di questa maggioranza. Una ragione di più per proseguire nell’impegno e travolgere di firme il Governo.

Che male c’è a giocare al calcio con La Russa?

Il 16 luglio la Nazionale dei politici ha sfidato la Nazionale dei cantanti (naturalmente a fini benefici). C’erano tutti e tutte, dall’estrema destra all’estrema sinistra. E il plauso è stato generale. E invece, no. Io non ci sto. Mi indigno e, sulle orme di Nuto Revelli e di Gastone Cottino, dico che con La Russa e i suoi sodali non si gioca nemmeno al calcio. Farlo è un’offesa alla memoria dell’antifascismo.

I limiti della politica, i poteri dei tribunali

Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, proposta da un cittadino palestinese, di ordinare allo Stato italiano di interrompere l’esportazione di armi verso Israele e di concorrere alle azioni belliche israeliane a Gaza, sostenendo l’insindacabilità assoluta degli atti governativi di politica estera. Dimentica il Tribunale che il potere degli Stati incontra limiti insuperabili nella normativa internazionale e costituzionale.