Spetta sempre alla sinistra salvare la democrazia

La propensione di moderati e liberali a ritrovarsi con la destra reazionaria è una costante. Lo abbiamo visto, in Italia, con Berlusconi ma lo stesso sta accadendo in gran parte d’Europa. In Svezia, in Olanda e oggi in Francia. Qui, peraltro, c’è una novità: la costituzione del Nuovo Fronte Popolare, con un programma comune riformatore. A salvare la democrazia deve pensarci sempre la sinistra…

Giorgia Meloni non è diversa dalla sua base

Giorgia Meloni non è diversa dalla sua base. Non può esserlo. Perché, come dimostra ogni giorno, l’identità fascista è la sua identità e perché, oggi come cent’anni fa, il disegno reazionario di svuotamento delle democrazie dall’interno ha bisogno anche dei simboli, delle immagini, dei colori, degli slogan, delle canzoni e della paccottiglia semiotica esibita dai suoi epigoni.

Giorgia e le sue trappole

L’esito elettorale sembra avere dato ulteriore legittimazione a Giorgia Meloni ma, in realtà, la sta mettendo di fronte a pesanti contraddizioni. Il suo presentari come “destra anti-sistema” regge sempre di meno mentre il suo governo si rivela intraneo al sistema e legato al carro dei capitalisti corruttori, della burocrazia di Bruxelles, dei banchieri di Francoforte, dei finanzieri con sede a Lussemburgo e della NATO.

L’Italia spezzata

Come è potuto accadere lo stravolgimento della Costituzione e del suo assetto territoriale perseguito con l’autonomia differenziata? A ripercorrerlo è un libro di Francesco Pallante, che risale alle origini: alla sciagurata riforma del Titolo V della Carta, approvata dal Centro sinistra nel 2001, e al conseguente progressivo degrado dell’autonomia da veicolo di emancipazione a fattore di separazione e di esclusione.