Per molto tempo la famiglia del presidente Öcalan non ha avuto sue notizie, non sapeva se stava bene, sentivano dire che aveva problemi di salute. Dopo più di quattro anni il nipote Omer Öcalan deputato al Parlamento turco lo ha incontrato. Lo ha trovato in buona salute, il presidente ha mandato i suoi saluti a tutti e questo ha creato un’atmosfera positiva fra i compagni, gli amici e tutto il popolo curdo.
Il presidente ha detto di essere pronto per la pace, pronto a parlare con tutti ma per questo deve uscire dall’isolamento per cominciare i colloqui con tutte le parti politiche. Se l’isolamento continuerà non potrà giocare alcun ruolo. Da tanto tempo ha cercato un interlocutore ma ha sempre trovato un atteggiamento di chiusura e mancanza di sincerità. A parole il Governo turco ha invitato il presidente Öcalan a intervenire in Parlamento ma nella pratica non ha riconosciuto i risultati delle elezioni nei comuni di Istanbul, Esenler, Urfa Halfeti, Mardin, Batman dove avevano vinto curdi e democratici e li ha sostituiti.
La Turchia non ha come obiettivo risolvere il problema curdo e il presidente Öcalan ha detto che l’isolamento sta continuando. Il “sistema Imralı”, cioè imprigionare gli oppositori politici in un’isola, è costruito sull’isolamento e il trattamento è contro la legge turca. Non è solo la Turchia colpevole di questo sistema contro i diritti umani, ma lo è anche l’Europa che è rimasta in silenzio. Quando lo Stato turco accetterà il popolo curdo con la sua identità e i suoi diritti naturali, allora il “sistema Imrali” scomparirà.
Il deputato Ömer Öcalan ha avuto un incontro con il presidente ma in quali circostanze è avvenuto questo incontro? Erano state diffuse voci sul cattivo stato di salute del presidente Öcalan; in Turchia e in Europa ci sono state dimostrazioni; è stato firmato un appello da parte di 60 premi Nobel; è stata esercitata una pressione internazionale e quindi è stato dato il permesso di visita. Tuttavia, l’isolamento continua. Dopo l’incontro con il deputato Ömer Öcalan, hanno nuovamente condannato il presidente a tre mesi di totale isolamento.
Il Governo ha fatto alcune dichiarazioni riguardo alla questione curda e poi ha dato questa punizione al presidente: ciò ha dimostrato che non c’è alcuna intenzione di risolvere il problema curdo. L’esercito turco ha attaccato il Rojava. Perché succede questo? Perché lo Stato turco è in crisi a causa dei conflitti in Medio Oriente e non sa come uscire da questa situazione. La politica della Turchia ha come obiettivo ricreare l’impero ottomano e imporre la propria egemonia in Medio Oriente. Per questo motivo ha inviato forze in Libia, in Caucaso, in Siria e in Iraq. Hanno fatto molti passi in questo senso. Hanno speso ingenti capitali senza ottenere i risultati desiderati. Ciò ha creato una grave crisi politica, economica, sociale e culturale in Turchia. Stanno avvenendo dei cambiamenti e il Medio Oriente non sarà più lo stesso.
Erdoğan, per affrontare la situazione, ha detto: «Israele è un grande pericolo per noi, arriverà al nostro confine, farà a pezzi il nostro paese e ci eliminerà». Tuttavia, tutti sanno che Israele non attaccherà la Turchia. Erdoğan ha detto una cosa del genere per ingannare il popolo e convincerlo a sostenerlo. Ci sono problemi molto seri nel paese: sociali, economici e politici. La gente è al punto di rottura. Per questo si vuole che tutti rivolgano l’attenzione altrove e credano che la Turchia è in pericolo.
Se si vuole una soluzione bisogna risolvere il problema curdo. Le forze democratiche in Turchia dovrebbero lavorare sul questa tema. La società curda è già pronta, bisogna preparare la società turca. Questo è ciò che si richiede sia ai curdi che ai turchi.
