Quel che vorrei dall’Europa: 800 miliardi per Gaza

Riarmo, persecuzione dei migranti, silenzio complice sulla strage degli innocenti che si consuma ogni giorno a Gaza: è questa l’Europa che dovremmo difendere? Tenetevela pure, quest’Europa. Tenetevi pure l’orgoglio europeo. Io parteggio per la dignità degli oppressi. Anche questa l’ho appresa in Europa, da europeo. E da europeo ho imparato che vale per tutti, non solo per noi.

La storia siamo noi? Il ministro e la ”centralità culturale” dell’Occidente

Secondo le indicazioni per l’insegnamento della storia nella scuola primaria predisposte dall’apposita Commissione ministeriale «solo l’Occidente conosce la Storia» e «la cultura occidentale è stata in grado di farsi intellettualmente padrona del mondo». È il ritorno a una visione del mondo diviso tra Occidente civilizzato e società selvagge.

Il nuovo ordine del mondo e l’Europa che non c’è

Gli Stati Uniti stanno ridefinendo il modello politico che ha guidato il mondo negli ultimi 80 anni. Sul piano internazionale l’idea guida è la fine dell’Occidente come entità unitaria e l’isolamento degli Stati Uniti per disporre del mondo senza mediazioni. Di fronte a ciò l’Europa è priva di un progetto e segue un canovaccio vecchio e inattuale che la sta portando alla disgregazione.

Contro il riarmo

Il Consiglio europeo ha annunciato un pacchetto di riarmo per l’Europa del valore di 800 miliardi di euro. Come studiose e studiosi ci appelliamo al mondo della cultura, della ricerca e dell’insegnamento perché si schieri contro questa barbarie montante, rifiutandosi a tutti i costi di rifornire di braccia, parole, denaro, speranze, idee e progetti questa delirante corsa verso l’abisso.

No al femminicidio e no all’ergastolo

Da sempre, nel nostro paese, l’impegno istituzionale contro il femminicidio prevede risposte disorganiche e punitive, senza alcuna strategia strutturale di lotta preventiva al modello culturale e sociale che lo alimenta. Nella stessa logica si muove la proposta di introdurrre un reato ad hoc puntito con l’ergastolo: proposta illusoria e ingannevole che, per ribaltare il patriarcato, si appoggia su di esso e sul suo strumentario.

La forza nuda del potere

Il potere è senza remore. Non ha vergogna della sua protervia, ma la rivendica. Chi osa evocare il diritto è dileggiato, la politica è privatizzata, i diritti sono ignorati, neanche più distorti a coprire politiche di potenza. Nell’assenza di ogni limite, l’unica logica è quella della forza, l’unico futuro è la guerra. È contro questo stato di cose, non per un’Europa indefinita, che occorre scendere in piazza.

Le due piazze di “Repubblica” nel radioso marzo d’Europa

Michele Serra prova a convocare due piazze in una: la prima in favore dell’Europa realizzata, pronta a sacrificare il welfare in nome del militarismo; l’altra in favore dell’Europa idealizzata dalla retorica del centro-sinistra. Ma manifestare in favore dell’UE realizzata fingendo che somigli alla sua versione idealizzata rischia di legittimare la svolta a destra anche presso l’opinione pubblica democratica.

Per cosa manifesterà la piazza del 15 marzo?

Il ceto di governo europeo, incapace in questi anni di qualunque iniziativa di pace, oggi non sa far altro che decidere il riarmo dell’Europa: alimentando così sempre nuovi conflitti e abbattendo ulteriormente lo Stato sociale. Per questo la manifestazione del 15 marzo non servirà a molto, e anzi finirà per assecondare lo scivolamento verso la guerra, se le bandiere europee non saranno affiancate da quelle della pace.