Un brand book per l’Università degli studi di Padova

La gloriosa Università degli Studi di Padova, l’ateneo che fu di Concetto Marchesi e di Vittore Branca, si dota, su iniziativa della rettrice, di un “brand book”, un grottesco decalogo che indica le regole di comportamento del “bravo dipendente”, ammonito, tra l’altro, a usare sempre un tono “celebrativo ma non vanaglorioso”. Non è un incidente di percorso ma il segno dell’avvenuta aziendalizzazione dell’Università.

L’Università tra business e pensiero critico

Da decenni le Università hanno assunto un ruolo di agenti economici a tutto tondo. Il bilancio è deludente. È tempo che esse tornino a essere istituzioni al servizio solo della conoscenza, luoghi di ricerca non condizionabile, capaci di esplorare idee e prospettive nuove, creatrici di un pensiero che deve ancora nascere, in dialogo con il mondo esterno ma libere da pressioni economiche e politiche.

L’autonomia differenziata torna in Parlamento

La possibilità per le Regioni del Nord di gestire autonomamente leve strategiche che appartengono allo Stato accentuerà le disuguaglianze territoriali e inciderà sull’unità della Repubblica. Se il Parlamento non fermerà le preintese raggiunte con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, dovranno intervenire una grande mobilitazione popolare, la Corte costituzionale o il corpo elettorale in sede di referendum abrogativo.

Quanto è rischiosa l’autofiction tradotta al cinema!

Due film (“Love me tender” e “La più piccola”) con parecchi punti in comune: registe donne, presentazione al Festival di Cannes 2025 e tematica queer. Entrambi i film scontano però il peso del libro da cui sono tratti e le registe non riescono a trovare la giusta distanza tra la voce che dice “io” nel libro e la sua traduzione cinematografica. Restano le buone interpretazioni delle attrici protagoniste.

Salute per tutti: il diritto negato

In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e, nel triennio 2020-2022, 16.192 infermieri hanno lasciato il Servizio Sanitario Nazionale. Delle 1.715 Case di comunità programmate soltanto 66 prevedono tutti i servizi obbligatori (il 3,8% dell’obiettivo) e dei 594 Ospedali di Comunità previsti ne sono attivi solo 163 (il 27%). A fronte di ciò manca un progetto e la spesa per la sanità pubblica diminuisce.

Buttiamo a mare le basi americane…

La follia della guerra mette a rischio l’esistenza della specie. Inutile sperare che essa si esaurisca grazie a un ribaltamento degli equilibri politici negli USA, come dimostra l’analisi di Palantir, nuovo manifesto della volontà di egemonia statunitense. Occorre un rinnovato protagonismo dell’Europa anche con gesti esemplari a cominciare dal ripudio della NATO e dallo smantellamento delle basi americane nel continente.

Legge elettorale: il Governo tenta il colpo di mano

Spazzata via dall’esito del referendum la prospettiva delle promesse riforme istituzionali, il Governo tenta di scardinare la Costituzione con una legge elettorale da approvare in vista delle prossime elezioni. In essa non manca nulla dell’armamentario della destra: premio di governabilità, indicazione del premier, soglia di sbarramento, liste bloccate. L’obiettivo è quello di introdurre surrettiziamente il premierato.

I bambini e il metodo della discussione

Il tortuoso corso della civiltà ha soltanto recentemente (e in poche zone del pianeta) dato ai bambini l’importanza che dovrebbero avere. Da loro bisogna partire per un governo appropriato della società. Per farlo occorre affermare e praticare il primato del “metodo della discussione”: in ogni campo e a tutti i livelli è necessario usare tutto il tempo che serve per decidere nell’interesse comune. Il contrario del decisionismo!

Italia maglia nera d’Europa nella decarbonizzazione

Per proteggere la qualità dell’aria, la salute e il clima serve attrezzarsi per azzerare il prima possibile la dipendenza energetica dalle fonti fossili. Nonostante l’inerzia dell’Unione, in Europa c’è chi lo sta facendo. Non l’Italia, che nel 2024 ha installato solo 7,2 GW di nuove rinnovabili contro gli 11 della Spagna e i 23 della Germania. Intanto il prezzo dell’elettricità è, da noi, il più oneroso d’Europa.