Milano, secondo atto

Dopo la bufera giudiziaria, l’establishment milanese, la sua politica e i suoi media corrono ai ripari. Ci vuole un cambiamento, purché sia solo apparente. Si parlerà un po’ di più di coesione sociale, di situazione delle periferie, di problemi dell’abitare: una riverniciata per continuare come prima. Eppure quel che occorre non è un “secondo atto” della stessa politica. Bisogna cambiare spettacolo, regista e compagnia.

Urbanistica: cosa hanno in comune Milano e Torino?

Lo scandalo urbanistico di Milano presenta alcune analogie con la situazione torinese. Certo, a Torino non ci sono palazzi costruiti nei cortili o grattacieli fatti passare per ristrutturazioni. Ma c’è una trentennale pratica di alienazione di beni comuni: in centro, in periferia e anche in precollina. Nessuna ipotesi di corruzione, almeno per ora. Ma la mano pubblica ha abdicato al proprio ruolo di governo del territorio.

Una colata di cemento su Catania (e dintorni)

Non c’è solo la “madre” di tutte le speculazioni, il ponte sullo stretto di Messina. Il nuovo Piano Regolatore Portuale di Catania è un’ode al cemento: a mare e a terra. L’utilità delle opere è un corollario trascurabile e le istituzioni fanno a gara con i privati nell’incessante consumo della risorsa più facilmente disponibile: il territorio. L’importante è alimentare il ciclo del cemento e il connesso flusso di denaro pubblico.

Catania tra mancato sviluppo e disuguaglianze

Catania è una città divaricata con un’enorme sacca di marginalità sociale. Disuguaglianza e spreco di capitale umano rendono asfittico lo sviluppo della sua economia. Così essa si conferma come città del loisir, polo di attrazione commerciale per la Sicilia orientale, ma la bellezza del barocco non basta a nascondere sporcizia, strade dissestate e degrado delle periferie o dei vecchi quartieri del centro storico.

2 giugno a Venaus: un ricordo di Ada Gobetti

Venaus, piccolo paese a due passi dal Moncenisio, noto per uno dei primi episodi di ribellione contro la nuova linea ferroviaria Torino-Lione e per essere sede del festival dell’Alta Felicità del movimento no Tav, ha intitolato una via ad Ada Marchesini Gobetti, moglie di Piero, partigiana, politica libertaria. Un modo – in questi tempi bui – di testimoniare la scelta per un mondo libero, in pace, senza muri né barriere.