Anche il tempo era giusto, quel non sole, non nuvole che fa sentire le montagne della val Cenischia presenti, ancora più vicine. Tempo sospeso adatto a pensieri sospesi. Tempo giusto per riportare al centro una persona come Ada Marchesini Gobetti e dedicargli una via grazie al sindaco Avernino Di Croce.
2 giugno 2025, Venaus, comune francoprovenzale, 850 abitanti, conosciuto per l’antica danza degli Spadonari e ultimamente anche per ospitare il Festival dell’Alta Felicità. Su Wikipedia si legge: «Il Comune è stato al centro della cronaca nazionale nei mesi di novembre e dicembre del 2005: le proteste popolari (movimento No Tav) hanno evitato l’avvio della fase di presa dei terreni a cui sarebbe seguito l’allestimento dei cantieri per la realizzazione della Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione». Lunedì 8 dicembre saranno giusto vent’anni. Venaus, a pochi chilometri dal passo del Moncenisio, sulla Strada Reale o via Francigena.
Per l’intitolazione è stata scelta una via che collega la strada Reale con la provinciale, collegando l’intero complesso delle nuove scuole elementari inaugurate nel 2019 durante festa patronale di Sant’Agata grazie a un lungo lavoro voluto dal sindaco Nilo Durbiano (https://vll.staging.19.coop/territori/2019/02/12/venaus-una-scuola-per-sognare/). Sotto i portici della scuola è stata ricordata la figura di Ada Marchesini Gobetti, moglie di Piero Gobetti e madre di Paolo Gobetti. Ada e Paolo sono stati partigiani sulle montagne della valle di Susa. Lo descrive il famoso libro Diario Partigiano. Che strana coincidenza, commenta il maestro Matteo Agnes, «proprio quest’anno abbiamo letto e commentato il Diario con i bambini, ci sono pagine su Bolaffi divertenti, non sapevo della volontà di dedicarle una strada». Non esistono coincidenze esiste una comunità, un unico sentire.
Dopo la liberazione nel 1945 Ada Gobetti partecipa a Parigi alla costruzione della Federazione Internazionale Democratica delle Donne. In seguito sarà la prima donna eletta vicesindaco di Torino, parteciperà a una delegazione femminile in Cina, scriverà su molte testate da l’Unità a Paese Sera eccetera ma soprattutto sarà impegnata sulla pedagogia con Gianni Rodari. Nel 1961 insieme al figlio Paolo, a Carla Nosenzio Gobetti e a Norberto Bobbio fonda il Centro Studi Piero Gobetti. Non a caso alla cerimonia di oggi erano presenti Pietro Polito, attuale direttore del centro, e Piera Egidi Bouchard, storica e biografa che nel suo intervento ha trattato il tema “Ada Gobetti, antifascista Partigiana e i suoi Cinque Talenti”. Presente anche il nipote Andrea Gobetti che ha voluto ricordare la nonna nella sua semplicità: «non tanto una politica ma una donna con certezze morali».
Tutto il momento è stato giusto nella sua essenzialità, la banda musicale, i sindaci dei comuni vicini (Meana, Mompantero, Novalesa, Susa), la popolazione, i ragazzi diventati maggiorenni ai quali il sindaco ha voluto regalare la Costituzione. Avernino Di Croce ha ricordato «un mondo che – per le nostre coscienze libere e libertarie – noi vogliamo libero, in pace e senza muri né barriere»: un momento pubblico che non è solo una celebrazione, ma un atto di testimonianza attiva. Un omaggio a chi ha lottato per la libertà, come Ada Gobetti, e un impegno a trasmettere quei valori alle nuove generazioni.
