Dopo la débâcle Biden è davvero intoccabile?

Il confronto con Trump, che Biden aveva voluto per mostrare quanto la sua età non costituisse un problema, è stato un boomerang devastante. Oggi Biden viene dato perdente dai sondaggi in tutti gli Stati chiave e la sua candidatura è apertamente discussa anche dal “New York Times” e da molti donors. Il cambio di cavallo in corsa sarebbe doloroso e dall’esito incerto ma ormai molti lo chiedono in modo esplicito.

India: un voto che ha ridimensionato Modi

Dalle elezioni indiane giunge un barlume di speranza. La coalizione capeggiata da Modi, in cui il BJP era portatore del messaggio “prima gli indù”, risulta ridimensionata a vantaggio dell’alleanza delle opposizioni, unite nella difesa della laicità. Ora la sinistra ha la responsabilità di promuovere pratiche che scongiurino le sirene del “neoliberismo dal volto umano”, sostenuto in passato dal Partito del Congresso.

Europee, luci nel vento

La prevista onda nera europea è arrivata ed è allarmante sul piano storico e simbolico ma contenuta sul piano numerico. Politicamente annuncia un’ulteriore svolta a destra della Ue anche a maggioranza di governo invariata. In Italia, intanto, Meloni perde voti e a sinistra, con l’elezione di alcuni candidati autenticamente pacifisti, si accende qualche bagliore. Se solo Schlein e Conte volessero…

Il genocidio rimosso del popolo ezida

Dieci anni fa, nel nord ovest dell’Iraq, al confine con la Siria e la Turchia, l’Isis consumò un vero e proprio eccidio del popolo ezida, nel silenzio o con la complicità degli Stati vicini. In difesa degli ezidi si schierarono solo il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e le unità di resistenza curde del Rojava (YPG e YPJ). Ancora oggi la persecuzione continua. Per gli ezidi e la loro sopravvivenza è una corsa contro il tempo.

Nord Europa: la sinistra vince ma predica la guerra

Nell’oscurità che avvolge l’Europa una luce sembra sprigionarsi dal Nord Europa, dove la sinistra radicale ha conseguito, nelle elezioni europee, un successo tanto significativo quanto inaspettato. A produrlo sono stati, insieme agli eccessi delle destre, un crescente radicamento territoriale e un investimento sui temi ambientali. Ma restano forti contraddizioni sul tema, cruciale, della pace e della guerra.

«A Gaza abbiamo costruito le nostre Università dalle tende: lo faremo di nuovo»

«Le forze di occupazione israeliane hanno demolito i nostri edifici, ma noi continuiamo a far vivere le nostre università. Perché l’istruzione non è solo un mezzo per impartire conoscenze; è un pilastro vitale della nostra esistenza e un faro di speranza per il popolo palestinese». Questo il messaggio al mondo di oltre 200 accademici palestinesi e personale delle università di Gaza.