La banalità del male: Gaza e non solo

La risposta di Israele all’attacco di Hamas ha raggiunto livelli di inumanità sconvolgenti. Le immagini dell’orrore degli ultimi (finora) bambini bruciati vivi a Rafah, tranquillamente definito un banale “incidente”, sono entrate a pieno titolo in antologie che si pensava appartenessero al “mai più”. Nell’oscurità dell’impunità, le Corti hanno aperto fessure che si vorrebbe tanto qualificare di speranza.

La giustizia internazionale alla prova di Israele

A fronte della richiesta di emissione di mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant formulata dal Procuratore della Corte Penale Internazionale, Israele ha reagito non già difendendosi nel merito ma contestando in radice ogni giurisdizione internazionale nei propri confronti. Se passasse una simile posizione sarebbe la fine della giustizia internazionale e della stessa Onu.

Gaza. Giustizia, non pietà

«Sono indignato di sedere davanti a lei in questa confortevole sala conferenze mentre la mia famiglia attende disperatamente notizie su un cessate il fuoco, al buio, affamata e nelle tende, nel timore che l’esercito israeliano li uccida da un momento all’altro. In un mondo dignitoso, chiederei giustizia, non pietà»: queste le parole del medico Rajaie Batniji, mio collega, al segretario di Stato Antony Blinken.

“Dalla parte di Abele”, anche a Gaza. Appello di un gruppo di evangelici italiani

Quanto sta accadendo a Gaza è di una gravità inaudita. L’equidistanza, in questi giorni di strage, non è più possibile perché ha il solo effetto di avallare le scelte del più forte. Per questo, come cristiani evangelici, non possiamo tacere. L’azione militare in corso a Gaza, ma anche in Cisgiordania, è sproporzionata, crudele, disperata.

Guerra in Ucraina: negoziare ora!

Dopo più di due anni la guerra in Ucraina è in situazione di stallo mentre continuano, incessanti, le perdite di vite umane. È chiaro che nessuna delle parti raggiungerà gli obiettivi originari. Ciò impone, a maggior ragione, l’apertura di un negoziato su cessate il fuoco, fornitura di armi e integrità territoriale. Tocca anche ai cittadini europei chiederlo, con iniziative appropriate, nella campagna elettorale in corso.

La Corte penale internazionale, i crimini di Netanyahu, l’ipocrisia dell’Occidente

Il Procuratore presso la Corte penale internazionale ha chiesto l’arresto dei leader di Hamas, di Netanyahu e del suo Ministro della difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Le indagini della Corte illuminano quello che era sotto gli occhi di tutti ma che le cancellerie occidentali hanno finto (e ancora fingono) di non vedere. Per non diventare complici dobbiamo esigere almeno il cessate il fuoco immediato.

Sì, è un genocidio!

Sì, a Gaza è in atto un genocidio. È difficile e doloroso ammetterlo, ma è così. Gli israeliani pensano che, per essere considerato tale, un genocidio debba assomigliare all’Olocausto. Ma è un errore. Il genocidio può essere originato da cause diverse, anche da intento di autodifesa. E si è già verificato: nella ex Jugoslavia, in Ruanda, in Myanmar, in Armenia, in Namibia e contro le popolazioni indigene del Nord America.