Tranquilli, Marco Cavallo sta bene!

Dal 1973 Marco Cavallo, il grande quadrupede azzurro di legno e cartapesta costruito nel manicomio di Trieste e uscito in città con i suoi amici matti dopo che Basaglia aveva abbattuto un pezzo del muro di cinta, è un simbolo di libertà e di dignità. Ora il sindaco leghista di Muggia lo ha sfrattato dalla sua “casa” ma – tranquilli – lui non se ne preoccupa e continua a girare la penisola libero e fiero.

Il calcio è lo specchio della società

Quel che accade oggi nel calcio è ciò che accade quando il capitalismo prende possesso di ogni angolo della società. Non c’è mano invisibile, ma le mani visibilissime di coloro che elargiscono mazzette e modificano bilanci senza alcun controllo. E lo fanno con il disprezzo di chi sta in alto e pretende che chi sta in basso lavori perché possa continuare la festa dei pochi.

Autoprodurre l’energia da rinnovabili locali? La legge c’è ma non la fretta…

Un piccolo passo verso la gestione dell’emergenza energentica è stato fatto, in Italia, con il riconoscimento delle comunità dell’energia rinnovabile, aggregazioni di utenti che si uniscono per far fronte ai propri bisogni a partire da risorse rinnovabili reperibili nel luogo in cui vivono. Il riconoscimento è avvenuto con una legge del 2020 che, peraltro, non è ancora in vigore. E già iniziano le speculazioni.

La svolta dell’Iran

In Iran sta avvenendo un fatto straordinario. L’indignazione per il femminicidio della giovane Jîna Amini da parte delle guardie del regime ha scosso il Paese e si è trasformata in una protesta di popolo (guidata dalle donne) contro l’oppressione teocratica degli ayatollah. Il regime reagisce con una repressione e una violenza inaudite fino alla esecuzione di condanne capitali. Ma è il segno di un mondo che sta finendo.

Lo tsunami Juventus affonda il calcio

La Juventus di Andrea Agnelli, travolta da indagini e intercettazioni, rischia la retrocessione. E – cosa ancor più grave – emerge, attorno al “pesce pilota” bianconero, un mondo calcistico dedito a inciuci e scambi fittizi e supervalutati. Una rete che coinvolge Sassuolo, Atalanta, Udinese, Sampdoria ed Empoli in una attività lobbistica che non poteva non avere ricadute sulla regolarità del campionato.

Servizi pubblici locali: il bluff della privatizzazione

Con il decreto attuativo della legge delega sulla concorrenza all’esame delle Commissioni di Camera e Senato si ripropone il rischio di una privatizzazione generalizzata dei servizi pubblici locali. Eppure in tutto il mondo è in atto, da qualche anno, una rimunicipalizzazione dei servizi che si rivela la scelta più conveniente per le amministrazioni locali e promuove servizi pubblici migliori e più democratici.

Autonomia delle regioni e sistema dei diritti: un equilibrio a rischio

L’impianto costituzionale della Repubblica impone che il rapporto tra uniformità e differenziazione non sia sbilanciato a vantaggio di istanze di maggiore autonomia. La rottura di quell’equilibrio – evidente nella bozza di autonomia regionale differenziata presentata dal ministro Calderoli – mette a rischio la tenuta del sistema, che può essere regionale nell’articolazione, ma che resta nazionale nei principi.

Tessere il futuro. La risposta delle donne a un modo in guerra

Erano oltre 700, provenienti da 50 paesi, il 5-6 novembre a Berlino per partecipare alla 2ª Conferenza del network “Women Weaving the Future”, organizzato dalle donne del Rojava. Mentre le donne kurde muoiono nelle carceri turche e sotto le bombe di Ankara, descrivere la conferenza aiuta comprendere la loro volontà di costruire la vita nella libertà insieme alle donne di ogni angolo del pianeta.

Venezia: il Mo.S.E. non è la soluzione

Le paratoie del Mo.S.E hanno salvato Venezia dalla terza acqua granda di sempre. Tutto bene dunque? Non sembra proprio. A monte rimangono problemi amplificati da chi non ha mai voluto prendersi cura di una laguna che sta morendo e ha puntato tutto sul Mo.S.E. Ma di fronte all’innalzamento del livello del mare e agli eventi catastrofici sempre più frequenti legati all’emergenza climatica il Mo.S.E. sarà impotente.

Morire di 41 bis?

C’è un anarchico, Alfredo Cospito, in sciopero della fame da oltre un mese per protesta contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. La sua è una scelta estrema che interpella le coscienze e le intelligenze di tutti e che dovrebbe indurre la politica e l’amministrazione penitenziaria a rivedere una situazione carceraria insostenibile. È improbabile che ciò accada ma non è una buona ragione per accettarlo acriticamente.