La finanziaria della destra

E fu così che la misteriosa “agenda Draghi”, su cui tanto si era favoleggiato nel corso della campagna eletto­rale, finì per materializzarsi con la manovra del Governo guidato da Giorgia Meloni, colei che col suo par­tito aveva preso tanti voti fingendosi all’opposizione dell’esecutivo del banchiere. Ma la destra è fatta così. Incendiaria quando è fuori dal palazzo, padronale e compatibilista quando ne varca la soglia.

Se le Assemblee parlamentari chiamano alla guerra

Il 23 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che definisce la Russia «Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici». Vero il fatto, ché ogni guerra è una forma di terrorismo alla massima potenza, la risoluzione, mai adottata in casi analoghi, è, in realtà, una forzatura politica perché allontana ogni possibilità di un’intesa di pace (impossibile con uno “Stato terrorista”).

Il programma della destra e l’inganno del presidenzialismo

La coalizione di Governo ha nel suo programma il presidenzialismo, considerato produttivo di un sistema politico bipolare e di una solida maggioranza parlamentare. Non è, in realtà, così, come dimostra l’involuzione dei due principali modelli di riferimento: quello degli Stati Uniti e quello francese, entrambi in profonda crisi, sia sul piano della governabilità che su quello della rappresentanza.

Lettera aperta al Ministro del de-merito

Signor ministro, la Sua lettera agli studenti per il “giorno della libertà” è indice di una grave e preoccupante incultura istituzionale e viola la natura e la finalità della scuola pubblica. Non spetta a un ministro, ma agli storici, fornire conclusioni storiche. E ancor meno gli spetta fornire interpretazioni di parte, viziate da un punto di vista particolare. Perché la scuola pubblica è la scuola di tutti.

Merito, Costituzione e giustizia sociale

Il “merito” è usato da una parte della politica e della cultura per dividere la società in vincenti e perdenti e rendere così accettabili le disuguaglianze. Non è la prospettiva disegnata dalla Costituzione, che lo esclude dai criteri distributivi dei beni sociali indispensabili per condurre una vita “libera e dignitosa”. A questa impostazione dobbiamo fare riferimento senza lasciarci ammaliare da facili scorciatoie.

Per una nuova legge elettorale, ora!

Le istituzioni sono ai minimi storici nella considerazione pubblica. La responsabilità è, anche, di un sistema elettorale che falsifica la rappresentanza, esalta il potere dei capi partito e compromette la possibilità di scelta degli elettori. L’approvazione di una legge elettorale proporzionale, seppur da sola insufficiente, è un passaggio fondamentale per ridare credibilità alla nostra democrazia.

L’imbroglio della meritocrazia

Come segno di modernità e di cambiamento il nuovo Governo ci regala un ministero del merito (oltre che dell’istruzione). Il tutto – dice il neoministro – per valorizzare i talenti e le capacità. È, all’evidenza, un imbroglio ché, al contrario, modellando la società intorno al paradigma del merito non si fa che introdurre una legittimazione morale delle diseguaglianze, spogliandole della loro connotazione sociale di classe.

Ancora sul decreto anti raduni: incompetenza o malafede?

Il decreto legge anti raduni, emanato in tutta fretta dal Governo, è, secondo la generalità dei giuristi, inidoneo ai fini dichiarati e denso di pericoli per le libertà di riunione e manifestazione. Ma il Governo e la maggioranza fanno quadrato e lo difendono a oltranza. Difficile dire se, in questa operazione, prevalga l’incompetenza o la malafede. O se siamo di fronte al trionfo di entrambe.