G7 2023: esercizi di occultamento della realtà

Dal 19 al 21 maggio si è svolto a Hiroshima l’incontro dei paesi del G7: teso, nelle intenzioni dichiarate, a definire le condizioni per un futuro sostenibile, è stato, a ben guardare, un’arrogante e acritica riaffermazione dello status quo. Gli interventi dei capi di Stato e il documento finale sono un accurato occultamento della realtà e delle responsabilità per i disastri che affliggono l’umanità, dalla mancanza di cibo alla guerra.

Ferma il dolore, firma per la pace

Dal 22 aprile è in corso nel Paese la raccolta delle firme per tre referendum abrogativi, due contro l’invio di armi italiane in Ucraina (e, in un caso, anche in altri teatri di guerra) e l’altro a tutela del Servizio sanitario nazionale pubblico. Il segno dell’iniziativa è evidente pur nell’inevitabile schematismo referendario: più investimenti per la salute degli italiani, meno per gli strumenti di morte e di guerra.

L’Ucraina, cantiere del pianeta

“Il cantiere del pianeta”. È questa l’allucinante definizione data al futuro dell’Ucraina mentre ancora la guerra miete, ogni giorno, vittime innocenti. Eppure è stato ripreso, in declinazioni più o meno simili da tutti gli organi di stampa principali, televisioni di Stato comprese. Senza pudore alcuno, senza alcuna riflessione etica o almeno critica per una affermazione, e il pensiero che la sottende, che sono devastanti.

«Ninna nanna della guerra»

La situazione ucraina ripropone un copione ben noto. Con la guerra fanno i soldi le industrie belliche e quando la guerra finirà, oltre alle industrie belliche, faranno i soldi le aziende impegnate nella ricostruzione del paese distrutto. Ci sarà lavoro per ingegneri, elettricisti, muratori… Un affare da 400 miliardi di dollari che già fa gola a tanti e anche Giorgia Meloni, nel suo piccolo, comincia ad allungare le mani

Il 25 aprile con un partito fascista al governo

In questo 25 aprile il fascismo può apparire nuovo e diverso, ma il suo obiettivo è sempre e comunque lo stesso. Forse non torneranno in Italia i fascisti col fez e la camicia nera, ma potremmo veder nascere un regime violentemente razzista e autoritario. Per questo non dobbiamo limitarci a celebrare le gesta dei nonni: dobbiamo impegnarci perché i nostri figli non siano costretti a ripeterle.

Volere la Luna a congresso

Volere la Luna ha cinque anni. In questo periodo c’è stato, nella società e nella politica, un ulteriore regresso: l’Italia è in guerra; la povertà, la disuguaglianza e gli attacchi all’ambiente crescono; abbiamo un governo di conclamata derivazione fascista; l’involuzione del sistema politico ha assunto dimensioni macroscopiche. E tutto ciò accade senza che si manifestino, nel Paese, reazioni significative. Che fare?

Il cessate il fuoco in Ucraina forse non è più un tabù

L’ipotesi di una tregua nel conflitto in Ucraina compare sia nelle parole (pur smentite) del capo della Wagner, sia nell’ultimo numero di “Foreign Affairs”, la rivista della diplomazia Usa. La prospettiva evocata è quella di un cessate il fuoco con ritiro di entrambe le parti da una nuova linea di contatto e creazione di una zona smilitarizzata monitorata dall’Onu o dall’Osce a cui far seguire l’apertura di colloqui di pace.

Birmania-Myanmar: una guerra che dura da più di 70 anni

C’è un paese in Asia, tra i più ricchi di risorse e dotato di una crudele bellezza, la Birmania-Myanmar, in cui è in corso una guerra che interpreta fedelmente i canoni dei manuali novecenteschi: eserciti schierati, bombardamenti aerei, artiglieria, guerriglia. Ma, non essendo in Europa, non ci divide in opposte tifoserie e non ci fa paura, anche perché ci è ignota (o perché ci abbiamo fatto il callo).

Geopolitica e lotta di classe

La guerra in Ucraina è la spia di contraddizioni profonde all’interno della borghesia capitalistica transnazionale. La stagione della globalizzazione volge al termine e lascia spazio ai nazionalismi e a uno scontro aperto tra diversi raggruppamenti di economie e di Paesi capitalistici. Ma quel che sembra emergere è anche, nei singoli Paesi, un conflitto, che può essere decisivo, di quella borghesia con altre classi sociali