Gaza, la guerra, i bambini

In due anni a Gaza 64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati dalle bombe. Altri sono morti a causa di malattie prevenibili o sepolti sotto le macerie. Ma non è tutto. Dopo la fase acuta di un conflitto armato, occorrono circa 15 anni per ripristinare, mantenere e riprendere il trend precedente di contenimento della mortalità infantile. È questo il futuro che si profila per i bambini di Gaza sopravvissuti al massacro?

Gaza e la lezione delle piazze

Nei bordi, nei margini del paese, lontano dai luoghi del potere, si è coagulato un esteso dissenso sulle politiche dell’establishment. A partire dal genocidio di Gaza, ma penetrato nel profondo. È un dissenso trasversale, inclusivo, che attraversa credi, posizioni politiche, età, generazioni, strati sociali, culture. E che ha spazzato via ogni moderatismo all’insegna di una insopprimibile radicalità.

Torino. Parlare di Gaza in Università

Parlare di Gaza in Università è difficile, eppure necessario. A sovrapporsi sono anzitutto le categorie: ebrei, sionisti, israeliani; arabi, palestinesi, musulmani. E poi: territori occupati o contesi? Domande difficili, salvo, che per il diritto, in cui i provvedimenti delle Corti non lasciano dubbi sul genocidio in atto. Con esse il Dipartimento di Giurisprudenza di Torino ha scelto di misurarsi in un articolato seminario.

Il genocidio è americano

Il cessate il fuoco a Gaza ottenuto da Trump è un sollievo per tutti ma, per una pace duratura, occorre evitare rimozioni e prendere atto che l’annientamento del popolo palestinese non è un disegno folle e solitario di Netanyahu ma l’obiettivo dell’intero fronte sionista e che il genocidio perpetrato non sarebbe stato possibile senza l’appoggio militare, politico e mediatico degli Usa.

Contrasto del capitalismo, tecnica, conflitto sociale

C’è stata, qualche anno fa, la convinzione che il capitalismo potesse essere soppiantato dalla tecnica. I fatti hanno dimostrato il contrario: la tecnica domina il mondo ma ad avvantaggiarsene è proprio il capitalismo. Il cambiamento richiede altro: la riscoperta e la pratica della solidarietà e del conflitto sociale. Le manifestazioni dei giorni scorsi per Gaza dimostrano che è una prospettiva possibile.

Gaza: piano di pace o complicità nel genocidio?

La Commissione Onu sui territori occupati lo ha ribadito in maniera netta: a Gaza è in corso un genocidio. Non è una novità. Da tempo ci sono, a dimostralo, migliaia di testimonianze, video, fotografie. Ma non per questo è una conclusione superflua. Ora, infatti, è chiaro che tutti gli Stati hanno l’obbligo di concorrere a interrompere quel delitto e che, in caso di mancata adozione delle misure necessarie, sono complici.